“L’hai visto quel film?”: i lettori vanno al cinema e raccontano la loro proiezione…

La "recensione" di Italiano medio di Maccio Capatonda

Niente recensioni filosofiche, ma domande a botta e risposta per spiegare in poche parole - come si farebbe a un amico - perché andare a vedere (o non vedere) un film. Sono i nostri lettori – ovvero voi – i protagonisti della rubrica di Foggia Città Aperta, “L’hai visto quel film?”. Oggi Alessandro Marrani ci racconta il suo "Italiano medio" di Maccio Capatonda. E se anche voi volete raccontare il film che avete visto, mandateci la vostra recensione “tra amici”. Sono ben accetti anche brevi video, perché no proprio fuori dalla sala appena conclusa la proiezione (invia a redazione@foggiacittaaperta.it o sulla nostra pagina facebook).

IL FILM. Giulio Verme è un ambientalista convinto in crisi depressiva: avvilito, furioso, depresso è ormai totalmente incapace di interagire con chiunque. L'incontro con l'agguerrita anche se poco credibile associazione ambientalista dei "Mobbasta" lo convince a combattere fervidamente contro lo smantellamento di un parco cittadino, ma per Giulio è l'ennesimo fallimento. Non ci sono più speranze per il nostro protagonista fino a quando incontra Alfonzo, che ha un rimedio per tutti i suoi mali: una pillola miracolosa che gli farà usare solo il 2% del proprio cervello anziché il 20%, come si dice comunemente. Ed è proprio così che Giulio supera la depressione: non pensa più all'ambiente ma solo a sé stesso, alle donne, ai vizi, passioni e virtù di ogni italiano medio.

Perché sei andato a vederlo? 

Perché ho passato gli anni dell'università a vedere i trailer di Maccio Capatonda e perché ritengo sia geniale nel suo genere: l'unica, vera forma di comicità innovativa e intelligente che attualmente abbiamo in Italia. Chi non lo capisce o lo ritiene stupido è semplicemente perché non riesce ad allinearsi: è surreale, a tratti demenziale, ma spesso tagliente. 

Con chi sei andato? 

Con un gruppo di trentenni come me che ancora non si rassegnano a diventare adulti. 

Dove? 

A 'La città del cinema' di Foggia 

Che tipo di pubblico c’era? 

Misto: dagli studenti delle scuole ai trentenni. C'erano anche due signori di mezza età, sui cinquanta-sessanta (ma forse hanno sbagliato sala). 

La cosa migliore del film? 

Sembrerà strano, ma le riprese, il montaggio, la fotografia, la qualità tecnica d'insieme sono le cose che più mi hanno impressionato, a conferma di quanto Maccio sia veramente bravo (il film è diretto, scritto, interpretato e montato da lui: semplicemente un fenomeno). 

La cosa peggiore del film? 

Forse, leggermente, l'ultimissima scena: ma era davvero difficile chiuderlo diversamente.

 Tre motivi per cui vederlo: 

- Si ride - è esasperatissimo - Si riflette persino su cosa siamo diventati noi italiani, completamente rimbecilliti dalla tv e dai talent. Ignoranti al limite del terrorismo. 

 A chi lo consiglieresti? 

A tutti, soprattutto ai ragazzi più giovani. 

 A chi lo sconsiglieresti? 

Agli amanti delle commedie ebeti americane, quelle che hanno sempre nei titoli roba di matrimoni, fidanzamenti e altre imbecillità poco realistiche (persino in America). 

La durata è giusta? 

Giusta sì, direi di sì. 

Voto 7,5 

Giudizio: 
estremo e geniale. 

Qual è il prossimo film che pensi di andare a vedere? 
Forse il nuovo di Anderson, il regista di Magnolia. Tratto da un gran libro...

di Redazione 


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