Gianmarco Saurino, dall'anfiteatro di Parco San Felice alla fiction Rai, storia di un astro nascente del cinema italiano

L'attore foggiano di recente a Foggia per sostenere la raccolta fondi "Luci su Parcocittà": in caldo un evento speciale ad aprile

Il suo recentissimo soggiorno toccata e fuga a Foggia, città in cui è nato e cresciuto, non è servito soltanto a ritrovare, come sempre, gli affetti più cari: questa volta Gianmarco Saurino è tornato nella sua città d’origine anche per ritrovare un luogo del cuore, della sua memoria artistica e civica: l’anfiteatro all’aperto di Parco San Felice, riportato a nuova vita, dopo lunghi anni di abbandono e degrado, grazie al progetto pubblico “Parcocittà”.

SAURINO-PARCOCITTA', LEGAME STORICO. Saurino, 25 anni, astro nascente del teatro, della fiction e del cinema italiano, attualmente protagonista della serie-tv di Rai1 “Che Dio ci aiuti 4”, al fianco di Elena Sofia Ricci, Francesca Chillemi, Diana Del Bufalo e Lino Guanciale, ha voluto sostenere la raccolta fondi “Luci su Parcocittà” (atta a dotare l’anfiteatro di Parco San Felice di un set luci professionale per lo spettacolo) non solo attraverso la sua carismatica immagine, dunque accettando di girare un piccolo video-spot che verrà lanciato a brevissimo sui canali social del suddetto crowdfunding, ma anche più concretamente, effettuando lui stesso una donazione, cosa affatto scontata, e, per di più, rendendosi disponibile a perpetuare il suo sostegno alla raccolta fondi anche nel mese di aprile, attraverso un evento a Parcocittà, con data ancora da definirsi, in cui Saurino dovrebbe essere lo special-guest, probabilmente portando in scena una piccola pièce del suo repertorio teatrale.
“All’anfiteatro di Parco San Felice - ha sottolineato il talentuoso attore foggiano - sono legatissimo, qui ho mosso i miei primissimi passi nel mondo della recitazione. Qui, all’età di dieci anni, nel breve periodo di vita della struttura prima dei lunghi anni di degrado, ho partecipato in veste di attore alla mia prima rappresentazione teatrale, frutto di un progetto del Teatro dei Limoni nelle scuole. Per me l’anfiteatro all’aperto di Parco San Felice è un luogo importantissimo e, per di più, ricchissimo di potenzialità”.

L'INTERVISTA. Questo il primo commento dell’intervista-video a tutto tondo "rubata" da Foggia Città Aperta a Gianmarco Saurino durante il sopralluogo a Parcocittà.
Nell’intervista, come detto, non si è parlato soltanto del suo sostegno al progetto socio-culturale foggiano, ma anche, soprattutto, della sua formazione professionale, del modo di concepire il mestiere d’attore, del rapporto con la notorietà, della sua nuova compagnia teatrale e dei progetti futuri.
Così come dei lavori possibili in tandem con il fratello Marcello, di pochi anni più grande, montatore e regista di talento di stanza a Roma, altrettanto impegnato con la sua arte in diverse cause sociali; Marcello Saurino, che Gianmarco definisce "il mio migliore amico prima che mio fratello", ha lavorato a video-clip per gruppi musicali importanti come “Assalti frontali” e “Il muro del canto”, collaborando attualmente anche per tycoon dell’editoria cinematografica come Sky Cinema e Cattleya.
Per tornare a Gianmarco Saurino, ecco un’anticipazione dell'intervista da lui concessa alla nostra testata (guarda il resto nel video a corredo dell'articolo):

- GIANMARCO, QUANTO RUBI SUL SET DURANTE I TUOI LAVORI.
“Sempre! Rubo sempre…come dice il detto e come spesso ripete Quentin Tarantino, non si inventa niente, ma tutto si riforma! Spesso negli ultimi mesi ho osservato soprattutto come gestire la vita del set, i tempi morti, le relazioni con il cast tecnico. Ma non soltanto dagli attori con più esperienza, anche dal direttore della fotografia, regista, elettricisti, tutti!”

- UN ATTORE DI CINEMA E UNO DI TEATRO DA CUI TRAI ISPIRAZIONE.
“Per farla più semplice e rimanere in ambito nostrano: Fabrizio Gifuni, sia per il teatro che per il cinema (sempre per il famoso discorso che non sono un amante della settorialità attoriale). L'ho visto ultimamente tenere un reading a Roma e reggere il pubblico, da solo e solo con un leggio, per un'ora e mezza. Talento puro!”

di Fabrizio Sereno


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