Giordano in Jazz, Christian McBride è “hot”

Virtuosismi, tempi vertiginosi e liberazioni “free”: al pubblico foggiano piace chi osa

“Hot! Very hot! But, That’s ok!”. Nelle parole sincere e scherzose di Christian McBride – che, come molti, avrebbe preferito la cornice all’aperto di Piazza C. Battisti – tutta la sintesi di una serata di jazz in pieno stile contemporaneo americano (foto a cura di Enrico Maggi).

LA MATURITA’ ARTISTICA DEL PUBBLICO DI FOGGIA. Sonorità calde, nonostante i tempi vertiginosi, quelle liberate ieri sera, venerdì 14 luglio, secondo e ultimo appuntamento dell’edizione estiva del Giordano in Jazz, peraltro in una cornice, quella interna al teatro comunale, altrettanto calda, riaperta a causa del temporale pomeridiano che ha rinfrescato la Capitanata. Un riferimento, quest’ultimo, che non è da intendersi solo dal punto di vista della temperatura: il pubblico di Foggia ha dimostrato ancora una volta la propria maturità artistica, soprattutto quando si parla di jazz, accogliendo e sottolineando la performance del “Christian McBride’s New Jawn”, formazione di non semplicissima lettura. Raddoppi, dissonanze, soli e intro di grande rottura metrica e ritmica, sino alle classiche “liberazioni” corali in pieno stile free jazz, confermato dall’esecuzione della storica “Good Life” di Ornette Coleman, praticamente un tributo al progenitore di questo genere musicale estremo.

IL VIRTUOSO CHRISTIAN MCBRIDE. Al centro del palco, naturalmente, il virtuoso Christian McBride: quarantacinque anni e già una carriera enorme (Sting, Freddie Hubbard, Milt Jackson e tantissimi altri), contrassegnata da una padronanza dello strumento a dir poco eccellente, evidente tanto nei momenti “hard” dell’happening musicale quanto nei rallentamenti più melodici – un esempio su tutti il blues scelto dalla formazione per il bis finale, dove il contrabbassista di Filadelfia si è lasciato andare in un appassionato “solo” con arco, tutt’altro che freddo. Ad “inseguirlo”, il batterista Nasheet Waits, dotato di grande tecnica e in grado di riportare “a casa” gli sconfinamenti del collega di sezione, senza dimenticare le peregrinazioni dei due fiati dell’ensemble: il trombettista Josh Evans e il sassofonista Marcus Strickland, quest’ultimo padrone del soprano e del tenore con eguale bravura.

ARRIVA “CHICK” IL GRANDISSIMO. Dopo “la botta di funk” con Ida Nielsen dello scorso martedì (ARTICOLO E VIDEO) – ricalcando la giusta definizione di Mario De Vivo, in apertura di concerto – che ha lasciato interdetto qualche “purista della razza”, Il pubblico foggiano si è lasciato trascinare da questa ventata di “contemporary jazz” a stelle e strisce, rivelandosi pronto, dunque, anche per il grande nome dell’inverno. Annunciato, infatti, il super ospite del Giordano in Jazz Winter Edition: il prossimo 6 novembre sarà di scena a Foggia nientemeno che Armando Anthony Corea Corea, meglio noto come “Chick” Corea, straordinario interprete che da molti anni, soprattutto dopo la morte di Michel Petrucciani, condivide insieme con Keith Jarret il primato di miglior pianista jazz vivente. Con lui, dettaglio non trascurabile, ci sarà il batterista Steve Gadd, altro “top player”, come si dice in ambito sportivo, della scena mondiale. Unica nota negativa: mancano ancora quattro mesi.

di Alessandro Galano


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