Libri & Dialoghi, ultimo atto con Anilda Ibrahimi: la grande Storia protagonista

Stasera, venerdì 14 luglio, ore 19, in Piazza Giordano

“La casa di ogni albanese è di Dio e dell’ospite”. In questo antichissimo detto risiede il cuore della “Mikpritia”, l’ospitalità secondo gli abitanti del paese delle aquile. Un concetto sacro, imprescindibile, stoico. E lo sa bene Anilda Ibrahimi, scrittrice nata a Valona ma ormai italiana d’adozione, amatissima dai lettori sin dal suo romanzo d’esordio, Rosso come una sposa (Einaudi, 2008), vincitore dei premi Edoardo Kihlgren - Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Stasera, venerdì 14 luglio, alle ore 19, in Piazza U. Giordano, l’autrice torna nella città di Foggia con il suo nuovo romanzo, Il tuo nome è una promessa (Einaudi, 2017), ospite di chiusura della rassegna Libri & Dialoghi a cura di Ubik e Assessorato alla Cultura e che, da giungo a luglio, per dieci incontri, ha animato l’isola pedonale di Piazza Giordano, trasformandola in un piccolo salotto letterario.

L’OSPITALITA’, LA CURA, GLI EBREI E LA GRANDE STORIA. Un romanzo forte, una saga familiare com’è nelle corde della scrittrice italo-albanese: una delle più quotate del prestigioso catalogo Einaudi, autrice tradotta all’esterno sin dal suo libro d’esordio e molto apprezzata soprattutto dal pubblico di Foggia che, a conti fatti, ritrova per la terza volta e a distanza di tre anni dall’ultima “puntata”. “Il tuo nome è una promessa” è incentrato proprio su quell’ospitalità albanese – più una “cura” dell’ospite, per la precisione – che, durante le deportazioni naziste e italiane della Seconda Guerra Mondiale, fu talmente sacra da salvare la vita a migliaia di ebrei: tanti, infatti, gli albanesi che furono internati e uccisi nei campi di concentramento per averli nascosti in nome della Mikpritia, facendo in modo che nessun ebreo fosse mai consegnato. L’autrice, pertanto, torna a raccontare la Storia con la forza narrativa e la poesia di “Rosso come una sposa”, attraverso personaggi emozionanti, legati indissolubilmente dalla promessa dell'ospitalità e della cura. A conversare con Anilda Ibrahimi, infine, sarà il direttore artistico della libreria Ubik, Michele Trecca.

IL LIBRO: REBECCA, LA FUGA E LA GRANDE STORIA. Nella vita di Rebecca la fuga a un certo punto è l'unica trama possibile. Il suo matrimonio con Thomas probabilmente è arrivato al capolinea, meglio non assistere alla consunzione dell'amore. Per questo accetta l'incarico dell'organizzazione internazionale per cui lavora: destinazione Tirana. Non è mai stata in Albania, ma di quel paese sa molte cose. Sa per esempio che l'ospite è sacro e che la parola data viene presa seriamente. Quello infatti è il paese che ha dato ospitalità a sua madre Esther in fuga dalla Berlino nazista, il paese che le ha salvato la vita. Ma proprio nell'Albania di re Zog, che accoglieva gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, Esther ha perso sua sorella Abigail – catturata dai nazisti e deportata a Dachau. E quello strappo mai ricucito è ancora troppo doloroso per essere raccontato. Ad accoglierla a Tirana, Rebecca trova un ragazzo dalla voce rauca ma che con le parole sa fare vertiginosi ricami: Andi sarà il suo assistente, e forse qualcosa di più. Rebecca farà così i conti col passato della sua famiglia ma anche con Thomas, che la raggiungerà per provare a dare un nuovo corso alla loro storia. Sarà proprio lui, fotografo di fama, a riannodare i fili di quelle vite spezzate ricostruendo in un documentario le vicende degli ebrei salvati da re Zog, e delle due sorelle Esther e Abigail.

L’AUTRICE. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972, ha studiato letteratura a Tirana, è giornalista e scrittrice, nonché autrice di poesia. Nel 1994 ha lasciato l'Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren - Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L'amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Non c'è dolcezza e, nel 2017, Il tuo nome è una promessa.

di Redazione 


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