Lo sfogo del sindaco di Biccari: "Riceviamo 150 'allerta meteo' all'anno, dovremmo chiudere le scuole ogni due giorni"

L'intervento di Gianfilippo Mignogna

Ha scelto il suo blog personale per uno sfogo da ‘primo cittadino’. Il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, è intervenuto sulle responsabilità inerenti le decisioni relative alla chiusura delle scuole e l’allerta maltempo, “altrimenti si rischiano effetti a dir poco ridicoli, come la chiusura delle scuole anche senza neve e sul solo presupposto di previsioni diffuse a raffica da Protezione civile e Prefettura. Oppure i grandi dibattiti politici, ahimè, sui termosifoni” (LEGGI: La neve manda in tilt anche i sindaci: ordinanze last minute o troppo avventate, i casi Foggia e Manfredonia).

L’ALLERTA. "Ora – evidenzia Mignogna -, se è vero che la prima risposta ad una qualsivoglia emergenza non può che avvenire a livello locale, è altrettanto vero che i Sindaci, riconosciuti come i primi responsabili della protezione civile (Legge 225/1992), devono essere messi nelle condizioni di poter assolvere realmente a questo compito istituzionale che è stato loro assegnato. A cominciare dalla chiarezza delle informazioni. Secondo i numeri diffusi dall’ANCI non più tardi di qualche mese fa, il sindaco di un Comune a rischio idrico/idrogeologico (ovvero l’87% dei Comuni italiani) riceve in media ogni anno 150 allerta meteo fra giallo e arancione. Ne deriva che se quel sindaco dovesse dare sempre massimo seguito a tali avvisi dovrebbe paralizzare l’attività del suo Comune e, praticamente, occuparsi solo di quello. E, magari, in via precauzionale, chiudere le scuole un giorno si e l’altro no".

UN TERNO AL LOTTO. "Per ragioni di buonsenso, dunque – prosegue Mignogna -, il più delle volte i sindaci sono letteralmente costretti a ignorare questi avvisi e a rischiare sulla propria pelle. Già, perché se non succede nulla di grave, tutto fila liscio e nessuno se ne accorge. In caso contrario, sono guai. Sempre secondo l’ANCI, infatti, sono circa 70 i procedimenti penali pendenti, relativi ad emergenze di protezione civile, a carico di oltre 200 persone tra sindaci, altri amministratori e dipendenti comunali con l’accusa di aver sottovalutato il segnale d’allarme. Magari il centesimo della serie. È come un terno al lotto, con il sindaco chiamato a valutare l’andamento e la gravità del fenomeno previsto, a definire il grado di allerta e a scegliere, spesso in poche ore, le misure più adeguate da adottare. Con quello che ha".

I TAGLI. Per il sindaco di Biccari non può non essere considerato questo secondo aspetto. “È evidente – spiega -, difatti, che lo scarto tra le tantissime responsabilità appioppate al sindaco e le pochissime risorse a disposizione è troppo ampio. Così come è chiaro che non si può pretendere di contare solo sul senso del dovere degli amministratori locali e dei volontari sempre pronti, in casi di vera emergenza, a farsi carico di tutte le falle del sistema. Ed allora, mandare in continuazione allerta meteo ai Comuni con relativi inviti, ad esempio, a ‘disporre attenti servizi di sorveglianza e prevenzione’ a ‘monitorare costantemente le arterie stradali” e a “effettuare interventi necessari alla pubblica e privata incolumità’ significa, di fatto, scaricare sui Comuni un peso insostenibile alla luce dei vincoli di bilancio, della rigidità della spesa, delle difficoltà finanziarie, del numero ridotto di personale e mezzi, delle condizioni di strade, ponti, corsi d’acqua, edifici pubblici e territorio”.

LA POLITICA ASSENTE. “Non si possono tagliare trasferimenti, introdurre vincoli, ridurre amministratori e personale dipendente – conclude Mignogna - e pensare di lasciare solo enormi responsabilità a chi rimane sul territorio. Assegnare incombenze ed obblighi senza informazioni chiare, procedure certe e risorse disponibili serve, in caso di tragedia, ad avere un responsabile, un capro espiatorio, un colpevole che paghi per tutti da dare in pasto al sistema. Non a risolvere i problemi. Cosa che dovrebbe fare la Politica (la grande assente)”.

di Redazione 


 COMMENTI
  •  reload