Da Orsara, il “cibo giusto” secondo Peppe Zullo: “Dalla Daunia una provocazione rivolta a tutto il mondo”

A Villa Jamele, il cuoco contadino protagonista

Una mattinata dedicata al territorio, all’enogastronomia di qualità, alle materie prime e all’identità di una tradizione contadina, valorizzata dalla qualità e dall’ormai affermata notorietà di uno chef che, ogni anno, continua a mettersi in gioco con questa manifestazione. È andato in scena nella giornata di domenica 8 ottobre l’evento dedicato al “cibo giusto” di “Appuntamento con la Daunia”, mattinata d’apertura di una due-giorni interamente dedicata ai prodotti della terra e alle preparazioni culinarie nel rispetto dell’eredità culturali della Capitanata e, in modo particolare, di Orsara di Puglia. Stasera, lunedì 9 ottobre, la seconda parte della manifestazione alle Cantine Paradiso.

CHEF STRANIERI. Oltre al cuoco contadino Peppe Zullo (intervistato da Foggia Città Aperta), nella tenuta di Villa Jamele, sono intervenute anche le seguenti personalità del mondo dell’enogastronomia non solo italiana: Francesco Le Noci, docente dell’Università Cattolica di Milano; Felice Limosani, digital storyteller; Federico Menetto, food expert; Antonella Montesi, giornalista e imprenditrice gastronomica da Berlino; Pierangelo Argentieri, presidente di Federalberghi Brindisi. Ad arricchire la tavola rotonda, coordinata da Oscar Buonamano, anche gli chef internazionali Odette Fada, house chef Castello di Ugento (Culinary histitute of America), Domingo Schingaro, executive chef di Borgo Egnazia, e Michal Koszycki, chef Ristorante Bohema (Polonia). Con loro, Pietro Zito, cuoco e ristoratore; Angelo Inglese, sarto e stilista.

IL FILO CONDUTTORE. Il 22esimo Appuntamento con la Daunia segue e sviluppa il filo conduttore che Peppe Zullo ha tessuto negli ultimi 30 anni, nel segno del “simple food for intelligent people”: cibo semplice, prodotto e gustato nel percorso dalla terra alla tavola, secondo i cicli delle coltivazioni e la stagionalità, per essere autenticamente saporito, genuino, frutto di una ricerca e una sperimentazione che vanno di pari passo al rispetto dell’ambiente e a una lettura sempre differente della tradizione. Al centro di questa edizione, infine, l’ulivo: vero simbolo della Puglia.

di Redazione 


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