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Satira. Toglietemi tutto (strade, ospedali, scuole ecc.) ma non mandate i profughi nel mio paese

Cronaca semi-seria di una setttimana tra migranti, treni e ius soli

A (certi) paesi della provincia di Foggia puoi togliere l'ospedale, le strade, i carabinieri, la scuola, la posta, il pullman, la banca e la farmacia e non ti dicono niente. Ma se provi a mandargli una decina di profughi si incazzano come delle bestie...

LA FRUTTA. Ho letto un commento che diceva “ora il nostro fruttivendolo sarà lo stesso dei negri”. Non voglio entrare nel merito, ma qualcuno dovrebbe spiegare a questo signore che probabilmente la frutta che mangia l'hanno seminata e raccolta degli extracomunitari, per cui se vuole tenersi alla larga da loro dovrebbe proprio evitarla. Tra l'altro anche passando alla carne o al latte non cambierebbe molto. Inzò, se vuoi stare lontano dai “negri” devi stare a digiuno...

I TRENI. In settimana era in programma un Consiglio Provinciale in cui si doveva parlare di treni e trasporti, tema attualissimo. Non si è tenuto perchè non c'era il numero legale. E ci credo, qua si parla solo di extracomunitari, vuoi che abbiamo il tempo di pensare ai treni per andare a Roma? Se volete che qualcuno si interessi davvero ai treni fatene uno per Auschwitz, e vedrete che tanti nostalgici lo prenderanno a cuore...

LO IUS SOLI. Ora ci mancava solo la protesta sullo ius soli. Vi dico come la penso: se sei nato a Foggia, vai allo Zaccheria, mangi gli scagliozzi e saluti i tuoi amici dicendo “pesc o cul” per me sei foggiano anche se hai la pelle di un altro colore.

di Sandro Simone


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