Troia, la ‘lotta dei manifesti’ finisce dal prefetto

La denuncia dei consiglieri di minoranza

In nove punti sintetizzano quelle che definiscono ‘mesi di irregolarità’. I consiglieri di minoranza del Comune di Troia hanno deciso di prendere carta e penna e scritto al Prefetto per denunciare “tutte le violazioni di statuti e regolamenti compiute in questi mesi dal sindaco Leonardo Cavalieri”. Una lettera nella quale le minoranze chiedono un incontro al prefetto per fare chiarezza su quanto sta accadendo a Troia.
 
LA POLEMICA. “Già nei giorni scorsi – denunciano attraverso una nota - tutti i consiglieri comunali di minoranza avevano deciso di non partecipare ai lavori dell’ultimo consiglio comunale in segno di protesta verso i comportamenti arroganti e antidemocratici del sindaco”. Il vero “assente” in questi mesi – afferma provocatoriamente la minoranza - è stato proprio il sindaco. “È assente quando si tratta di rispondere alle interrogazioni, assente quando bisogna rispondere alle istanze, alle proposte e ai tanti emendamenti presentati in questi mesi dai consiglieri, assente quando si tratta di garantire luoghi di confronto democratico alle minoranze. Richieste che restano costantemente senza risposta. È assente, soprattutto, quando bisogna rispondere di una grave lesione della libertà democratica che ha avuto luogo in questi giorni a Palazzo D’Avalos dove è stata di fatto impedita la pubblicazione di un manifesto prodotto da una parte della minoranza”.
IL 'DISINTERESSE'. In verità – conclude la nota firmata dal consigliere Giuseppe Beccia - il vero disinteresse verso i lavori consiliari è del sindaco che continua a convocare gli organi in modo irregolare o a non convocarli affatto, che continua a ignorare le proposte, che continua a fornire documenti all’ultimo minuto non consentendo, di fatto, un adeguato confronto democratico. Il disinteresse ai lavori consiliari è del sindaco che da due mesi non risponde alle interrogazioni (cosa già accaduta ripetutamente nei passati sei mesi). Il disinteresse è del sindaco che “dimentica” di inserire nell’ordine del giorno del consiglio comunale le proposte della minoranza. Per tutte queste ragioni siamo stati costretti a scrivere al prefetto.

di Redazione 


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