Stuppin, Big Jim e U Sgarr: i nomi dei 18 arrestati del blitz antimafia contro il sistema di estorsioni
Un sistema radicato di estorsioni aggravate dal metodo mafioso ai danni del tessuto imprenditoriale foggiano. Una delle tre operazioni concluse nella giornata di ieri – 11 maggio – dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dalla Procura di Foggia ha scoperchiato il giro del pizzo, grazie anche ad alcune denunce coraggiose delle vittime. Sono 18 le custodie cautelari, 17 in carcere e 1 ai domiciliari, emesse dal gip Paola Angela de Santis che riguardano anche nomi ‘illustri’ dei vertici della mafia foggiana.
I NOMI. È finito alla sbarra innanzitutto Francesco Abruzzese, detto Stuppin, il 49enne esponente di spicco del clan Moretti, uno dei registi del sistema estorsivo, accusato di dodici capi di imputazione. Con lui Antonio Bellofatto, 79enne originario di Anzano di Puglia, ritenuto responsabile di tre atti estorsivi come il 28enne Fabrizio Bevilacqua e Saverio Bruno, 30 anni, di recente rimasto gravemente ferito nella tragica sparatoria avvenuta in località quadrone delle vigne, in cui ha perso la vita il fratello Stefano. Per due episodi estorsivi è accusato il 27enne Luciano Calabrese, già detenuto nel carcere di Taranto.
GLI ALTRI. Altre tredici persone sono accusate di singoli atti estorsivi. Si tratta dei fratelli Antonello (36 anni) e Gioacchino (31 anni) Frascolla, quest’ultimo già detenuto nel carcere di Siracusa, dei fratelli Alessandro (46 anni) e Pasquale (44 anni) Moffa e di:
Claudio Pesante, 20enne detto u Sgarr Ciro Stanchi, 52enne, detto Big Jim, già attualmente detenuto in carcere a Catanzaro Luigi Croce, 54enne Raffaele Perdonò, 35enne Samuel Perdonò, 28enne Sergio Ragno, 48enne Ciro Spinelli, 40enne Luigi Tonti, 39enne Francesco Cocco, 31enne
L'ALTRO INDAGATO. Al centro delle indagini e delle intercettazioni vi era anche Alessandro Moretti, nipote del boss Rocco, la cui posizione è stata stralciata a seguito del suo decesso. Fu infatti ucciso lo scorso 15 gennaio, in via Sant'Antonio.