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  • Pubblicata il: 24/08/2026 12:22:52

Bracciante morto nel Foggiano, Flai Cgil: "Ora basta passerelle sul ghetto"

«Sadam Houssain chiede giustizia. La sua morte non può essere archiviata come una tragedia individuale, perché riporta ancora una volta al centro le condizioni di vita e di lavoro di migliaia di persone che vivono a Borgo Mezzanone». È quanto dichiara Antonio Ligorio, segretario generale della FLAI CGIL Puglia, intervenendo sulla morte del 32enne pachistano scomparso lo scorso 4 agosto e ritrovato senza vita nel bagagliaio della sua autovettura, a pochi chilometri dal ghetto di Borgo Mezzanone, dove viveva.

LE INDAGINI. «Sadam è arrivato dal Pakistan inseguendo un sogno di vita migliore. È stato ritrovato senza vita, chiuso nel portabagagli della sua automobile, dopo giorni di ricerche. Ci auguriamo che le indagini facciano presto piena luce sulla sua morte e diano un nome ai responsabili. Alla sua famiglia e alla comunità pakistana va tutta la vicinanza della FLAI CGIL Puglia» prosegue Ligorio, per il quale, però, il cordoglio non basta. Il sindacalista ricorda il messaggio del sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, nel quale ha parlato dell’incontro al Ministero del Lavoro per un percorso quinquennale di superamento del ghetto. «Bene, ma ci sono due questioni che non possiamo ignorare». La prima è che «ancora una volta le organizzazioni sindacali sono fuori dal tavolo. Della FLAI CGIL, che a Borgo Mezzanone porta avanti da anni battaglie al fianco dei braccianti e conosce direttamente quella realtà, non c’è traccia tra i convocati. Si può costruire un percorso credibile senza ascoltare chi quel ghetto lo vive ogni giorno?». La seconda questione riguarda le risorse.

LA BARACCOPOLI. «Si parla di cinque anni per superare la baraccopoli, ma non una parola su come farlo e con quali fondi. Nel frattempo, i finanziamenti del PNRR destinati proprio al superamento dei ghetti sono stati persi. Un orizzonte a cinque anni senza risorse certe non è un piano: è un rinvio». Sulla stessa linea Giovanni Tarantella, segretario generale della FLAI CGIL Foggia. «Non accettiamo più che il ghetto di Borgo Mezzanone sia visto come un luogo di morte – dichiara Tarantella –. In questi giorni migliaia di lavoratori provenienti dal ghetto sono presenti nel nostro territorio per la raccolta del pomodoro. Sono persone che chiedono dignità e diritti e che non possono essere lasciate ancora una volta ai margini». Il sindacalista foggiano ricorda come negli anni abbiano chiesto con forza il superamento dei ghetti, anche attraverso la misura che prevedeva 200 milioni di euro. «Non accettiamo più passerelle, come quelle che abbiamo visto nei mesi e negli anni precedenti, né incontri istituzionali privi di risultati concreti. Gli incontri a Roma senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sono una ripetizione degli errori del passato».

UN CONFRONTO VERO. Per il segretario generale della FLAI CGIL Foggia, gli incontri devono avere una sostanza. «Vogliamo capire con quali risorse sia concretamente possibile superare nei prossimi cinque anni una situazione di disumanità che dura da troppo tempo. Ci chiediamo, ancora una volta: che fine hanno fatto i 200 milioni del PNRR?». La FLAI CGIL Puglia e la FLAI CGIL Foggia chiedono quindi alle istituzioni un confronto vero con le organizzazioni sindacali e un piano concreto, con risorse certe e scadenze definite, per il superamento definitivo del ghetto di Borgo Mezzanone e per l’integrazione dei lavoratori immigrati nel tessuto sociale del territorio. «La dignità di Sadam e di tutti i braccianti di Borgo Mezzanone non si difende con le dichiarazioni sui social. Servono scelte concrete, risorse e una strategia capace di restituire dignità e futuro a chi oggi vive nel ghetto» concludono Ligorio e Tarantella.

di Redazione