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  • Pubblicata il: 25/07/2026 12:10:46

Carapelle, madre e figlio arrestati per usura ed estorsione

Michele Di Michele, 26 anni, e sua madre Patrizia Balestrieri, 51 anni, sono stati arrestati con l’accusa di usura ed estorsione. Al figlio è contestato anche il reato di porto illegale di arma da sparo. Con loro indagata anche una terza persona M.D.G., ritenuta il ‘riscossore’ delle somme imposte alle vittime.

GLI ARRESTI. La gip Odette Eronia ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Michele Di Michele, titolare di un’impresa di autonoleggio e sua madre Patrizia Balestrieri, proprietaria di un’azienda di vendita di fiori, accusati dei reati di usura ed estorsione. I due sono stati arrestati e interrogati.

I REATI. Sono accusati di aver preteso la restituzione di un importo di 40mila euro nei confronti di un bracciante agricolo, pochi mesi dopo averne prestati - in più tranche - 14mila. Il 30 novembre 2023, la vittima in grosse difficoltà economiche e impossibilitato a pagare, subì una brutale aggressione in pubblico all’interno di una sala giochi da parte di Michele Di Michele quale ‘lezione’ per le mancate promesse di pagamento. Madre e figlio sono inoltre accusati di un altro episodio di usura ed estorsione nei confronti di un uomo a cui, dopo aver prestato un importo di 2500 euro, veniva richiesta in restituzione una somma di 13mila euro. La mamma non solo era a conoscenza dell'attività di imposizione di interessi usurari alle vittime da parte del figlio tanto da tenere la contabilità ma avrebbe fornito, secondo l'impostazione accusatoria, il proprio contributo materiale dando consigli su come evitare di essere intercettati a telefono oltre a utilizzare il proprio negozio come punto di riferimento per la raccolta del denaro. Per un ulteriore episodio è accusato il solo Di Michele insieme a una terza persona.

LE INDAGINI. Il provvedimento è scaturito dall’esame di intercettazioni telefoniche e ambientali, autorizzate nell’ambito delle indagini svolte per l’omicidio di Lorenzo Tammaro. Le vittime, interrogate dagli inquirenti, sono state reticenti nell’ammettere le minacce dichiarando di aver paura per sé e per la propria famiglia vista la caratura criminale in paese di Di Michele. La mamma Patrizia Balestrieri era giunta anche ad avvicinare la moglie della vittima chiedendole di cedere la propria abitazione (del valore di 100mila euro) per estinguere i debiti. Occorre precisare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza di condanna.

di Michele Gramazio