Commerciante foggiano gambizzato per un orologio da 160 mila euro, arrestate quattro persone
La Polizia di Stato e i Carabinieri hanno eseguito un decreto di Fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nei confronti di 4 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati - aggravati dal metodo mafioso - di tentata estorsione e lesioni personali pluriaggravate, detenzione e porto illeciti di arma comune da sparo. I fermati sono il 35enne Daniele Barbaro, il 40enne Ciro Spinelli, suo cognato Luca Pompilio, 34 anni ed ex calciatore del Foggia e il 18enne Giuseppe Bruno.
LE INDAGINI. L’attività investigativa, svolta congiuntamente - sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari – dalla Squadra Mobile della Questura di Foggia e dal Nucleo Investigativo Carabinieri, ha consentito di ricondurre il ferimento mediante colpi d’arma da fuoco di un 37enne foggiano, avvenuto a Foggia lo scorso 14 marzo, al tentativo, ad opera degli indagati, di costringere - mediante violenza e minaccia - la vittima a consegnare loro un orologio, di provenienza delittuosa, del valore di circa 160.000 euro. Secondo la ricostruzione formulata dagli inquirenti, la parte offesa sarebbe stata attinta con un colpo di pistola alla coscia sinistra per non avere ottemperato alla richiesta.
IL METODO MAFIOSO. Le modalità della condotta e le qualità personali degli indagati, intranei e/o contigui all’associazione mafiosa, attiva nel capoluogo, c.d. “Società Foggiana”, hanno inoltre consentito la rubricazione dell’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento mira, oltre che a far luce sulla vicenda, anche a scongiurare la recrudescenza di episodi delittuosi nell’ambito degli ambienti criminali foggiani.
L'ARRESTO. I Giudici per le Indagini Preliminari, all’esito delle udienze di convalida, hanno riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza, disponendo misure cautelari a carico dei quattro indagati. È importante sottolineare che il presente procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti, che garantisce il confronto con la difesa degli indagati.