Divieto di trasferta a Crotone per i tifosi rossoneri, il caso di Filippo: “Io crotonese doc ma residente
a Foggia non potrò assistere alla partita”
“Sono a Crotone da una settimana, nella situazione kafkiana di non poter fare il biglietto della partita perché residente in provincia di Foggia. Ovviamente neanche mia figlia può andare. C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel calcio moderno. Mi chiedo sempre più spesso perché ci ostiniamo a seguirlo ancora... Buona domenica a tutti!”.
DIVIETO DI INGRESSO. È un’accorata denuncia quella di Filippo, crotonese doc ma trapiantato a Foggia da tanti anni, dove ha trovato amore e lavoro. È residente nella città dauna ma in questi giorni si trova in vacanza nella sua città di origine. Stasera 24 agosto non potrà essere, insieme a sua figlia, sugli spalti dello stadio Ezio Scida di Crotone per assistere alla prima di campionato della squadra di casa proprio contro i rossoneri, in programma in posticipo notturno alle ore 21. A togliergli questa possibilità è la decisione della prefettura di Crotone che, dopo aver ricevuto la relazione dell’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, ha disposto il divieto di vendita dei biglietti per i residenti nella provincia di Foggia.
FESTA MANCATA. Filippo, amante del calcio e sostenitore e simpatizzante di entrambe le squadre, dovrà rinunciare a quella che sarebbe stata per lui una festa doppia. “Mi sarebbe piaciuto essere allo stadio e riprendere la curva dei tifosi ospiti che sarebbe stata sicuramente piena e colorata; ascoltare i cori di sostegno al Foggia e assistere a un bello spettacolo. L’anno scorso ricordo che accadde di incontrare tifosi dell’Altamura nelle strade di Crotone che si godevano la giornata prima della partita”.
IL PARADOSSO. Il caso concreto di Filippo è il classico paradosso che fa emergere in tutta evidenza l’assurdità di provvedimenti che Filippo definisce “presi con l’accetta e probabilmente incostituzionali”. Chi ama il calcio ci è (purtroppo) tristemente abituato. Intere città penalizzate da decisioni preventive spesso non giustificate. Filippo peraltro è anche un profondo conoscitore del mondo ultras, movimento che ha approfondito leggendo libri e assistendo a convegni sul tema: “Il movimento ultrà spesso viene raccontato solo attraverso la cronaca nera ma al suo interno custodisce codici culturali e valori comunitari molto forti che io apprezzo: aggregazione, giustizia sociale, inclusività economica, mutualismo e solidarietà. Passione vera che non deve essere persa”. La sua denuncia, invece è rivolta al calcio moderno e al ‘pallone che si sgonfia’. E da buon amante dei collage non poteva che affidarsi a una composizione per rendere l’idea (foto): un pallone da calcio che affonda nel mare di Crotone.