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  • Pubblicata il: 21/05/2026 11:06:27

Dall'Africa in Puglia: FestambienteSud con Tamikrest, Vieux Farka Toure, Julian Marley, Niccolò Fabi e Dargen D’Amico

Dal 10 luglio al 3 agosto 2026, il festival internazionale di Legambiente per il Sud torna a muoversi lungo la Puglia, dal Gargano alla Valle d’Itria, trasformando paesaggi, storie e comunità in un unico itinerario narrativo, che coinvolge luoghi suggestivi e unici come masserie, citta UNESCO, conventi, abbazie e centri storici. Il tema che guida la nuova edizione è “DESERTO OASI E CAROVANE ai confini del clima”, secondo capitolo - dedicato all’Africa sahariana - del triennio “OUT OF AFRICA” che accompagnerà il festival fino al 2027.

IL CARTELLONE. Fedele alla sua vocazione esplorativa e nomade, il festival sceglie ancora una volta di spingersi verso i confini più radicali del Pianeta. I popoli del deserto insegnano che per sopravvivere in condizioni estreme bisogna piegarsi con coraggio e duttilità, un sapere antico che attraversa anche la loro musica: una produzione dalle infinite varianti locali, che oggi trova finalmente pieno riconoscimento internazionale, grazie a campioni come i veterani Tamikrest, che apriranno la rassegna il 10 luglio a Martina Franca; la mauritana Noura Mint Seymali, vincitrice del WOMEX Artist Award 2025, in scena il 1° agosto a Vico del Gargano; la regina del deserto Amira Kheir, sudanese di adozione britannica, nata e cresciuta a Torino, ospite il 26 luglio a Monte Sant’Angelo; o il maliano Vieux Farka Toure l’11 luglio a Martina Franca, figlio del mitico Ali Farka Toure - la “fonte” delle radici blues africane - erede riconosciuto di quegli antichi codici. Altro figlio leggendario, Julian Marley, stella del reggae contemporaneo, sul palco del convento di San Matteo a San Marco in Lamis, il 19 luglio. Sempre a San Marco, il 18 luglio prende forma il progetto Bambara Files, un ponte tra Africa ed Europa che poggia sugli antichi cordofoni delle tradizioni mandinghe.

SUONI E CULTURE. Un’edizione ricchissima, che non dimentica le ibridazioni dei suoni e delle culture come il maestro Majid Bekkas, massimo esponente della tradizione gnawa blues, confraternite di ex-schiavi neri deportati in Marocco, in scena il 31 luglio a Vico del Gargano; o come la spiritualità sufi di Nour Eddine e Rashmi Bhatt, che presso l’abbazia di Santa Maria di Pulsano, chiuderà al tramonto la passeggiata di Monte Sant’Angelo del 25 luglio. E poi ancora: la dimensione internazionale della world music, con il mauritano Daby Toure, alfiere della storica etichetta Real World di Peter Gabriel, il 2 agosto a Vico; la nuova frontiera dell’elettronica nomade, rappresentata dall’acclamato dj-produttore marocchino Guedra Guedra, protagonista del focus Afrofest, presso la masseria Gambadoro di Monte Sant’Angelo il 24 luglio. 

LA MUSICA ITALIANA. Senza dimenticare la grande musica italiana, quella capace di dialogare con altri mondi possibili: grazie alle provocazioni pop di Dargen D’Amico a Martina Franca il 22 luglio, lo spirito globalista di Daniele Sepe il 16 luglio a Rignano Garganico, e, gran chiusura, la sensibilità autoriale di Niccolò Fabi il 3 agosto a Vico del Gargano, in un viaggio attraverso il mondo che, idealmente, parte dall’Africa e si chiude nelle terre sacre del Gargano, testimoni secolari di popoli adattivi e culture in movimento.

IL DIALOGO. «L’Africa non è una suggestione esotica, ma una bussola del futuro», spiega Franco Salcuni, ideatore e anima della manifestazione, di cui cura anche la direzione generale con la collaborazione di Luciano Castelluccia. «Il deserto africano oggi avanza con il clima che cambia e minaccia terre prospere e ricche di acque dolci. Da qui nasce il cuore tematico di questa edizione: capire come dialogare con il deserto, contenerlo e comprenderlo, guardando alle culture e ai modelli sociali e produttivi che hanno permesso a intere civiltà di vivere - e talvolta prosperare - in condizioni estreme. La desertificazione dell’Occidente non è solo geografica, è anche sociale ed è segnata da spopolamento, invecchiamento e perdita di coesione. In questo scenario, le oasi diventano presidi di vita e di comunità, luoghi che custodiscono acqua e che proteggono risorse immateriali come solidarietà, cooperazione, democrazia, pace. E come nel deserto le oasi sopravvivono grazie alle carovane, così nella società contemporanea reti, relazioni e scambi devono diventare essenziali per mantenere vivo il sistema».

L'ESSENZIALE. «FestambienteSud ci porta lì dove il mondo si fa essenziale, nei luoghi in cui clima, suoni e creatività diventano modi per restare vivi», conclude Mauro Zanda, giornalista Rai e direttore artistico del triennio sull’Africa. «Adattarsi al deserto non è solo resistere, è trasformare la fragilità in forza: la stessa energia misteriosa che attraversa la musica che presentiamo, traduzione moderna delle ancestrali melodie pentatoniche che, secondo molti ricercatori, sono alla base stessa del blues moderno».

IL TEATRO CIVILE. Nel programma del festival, accanto al ricchissimo cartellone musicale, trovano spazio anche altri linguaggi. Il teatro civile è al centro di una rassegna curata dal 31 luglio al 2 agosto a Vico del Gargano dal giovane attore Giuseppe Armillotta, autore e interprete dell’inedito monologo I nostri deserti, in una produzione del festival. La sezione accoglie anche l’attore ivoriano Mamadou Diakitè con Racconto personale, spettacolo prodotto da Bottega degli Apocrifi, e il collettivo poetico Slammals, che animerà un Poetry Slam in chiusura. La letteratura è presente con le presentazioni di L’Africa non è un paese. Istruzioni per superare luoghi comuni e ignoranza sul continente più vicino di Dipo Faloyn, il 17 luglio a San Marco in Lamis, e di Romanzo personale di Stefano Pedrocchi, direttore della Fondazione Bellonci e del Premio Strega, il 2 agosto a Vico del Gargano. Una serie di visite e passeggiate, il 10 e 11 luglio a partire dalle 18 a Martina Franca, arricchiranno alcune delle tappe del festival, mentre l’agroalimentare trova spazio con FestambienteFood, il nuovo progetto dedicato al cibo sostenibile e di qualità nella masseria Mangiato e nel centro storico di Vico del Gargano. Infine, il dialogo e l’approfondimento si articolano in un seminario estivo il 18 luglio a San Marco in Lamis e in un programma di forum, il 31 luglio e 1° agosto a Vico del Gargano, pensati come spazi di confronto aperti e partecipati.

di Redazione