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  • Pubblicata il: 27/04/2026 18:48:55

Dalla Francia al cuore della Daunia: il viaggio emozionale di Angela e la sua famiglia "di ritorno" 

Non è solo un viaggio di piacere, ma un vero e proprio pellegrinaggio laico quello che ha portato in questi giorni un gruppo di dodici turisti francesi tra le strade di Foggia. A guidarli verso le proprie radici è la capostipite della famiglia, Angela, nata in città e poi emigrata Oltralpe nella magnifica Parigi, nel lontano 1958, quando era poco più che una ragazzina. Dopo decenni, ha voluto che figli, nipoti e il marito vedessero con i propri occhi quei luoghi e scoprissero dove tutto ebbe inizio.

LE MERAVIGLIE DI FOGGIA. Appena messo piede in città, Angela ha cercato il cielo. «Guardate la luce di questa città — ha ripetuto più volte alla sua progenie — è più forte, più nitida, più luminosa di qualsiasi altro sole». E in quella luce, lo stupore si è fatto tangibile: le meraviglie di pietra di Foggia non erano solo monumenti da fotografare, ma frammenti di un’identità che i nipoti accoglievano con occhi curiosi e attenti, vedendo i racconti della loro nonna farsi realtà davanti a loro.

LE RADICI RITROVATE. A dare voce e profondità a questo ritorno è stata la sapiente guida di Francesco Martino; la sua voce colta e appassionata, unita a un francese impeccabile e a una sensibilità rara, ha incantato la comitiva, trasformando ogni sito in un capitolo vivo di un romanzo familiare. Il cammino ha preso il via dall'abbraccio monumentale di Piazza Cavour e dalla Fontana del Sele, simbolo della modernità e del riscatto della città, la cui prospettiva si apre sull'ampio respiro di Via Lanza. Inoltrandosi verso l'eleganza di Piazza Giordano, tra le statue che danno corpo alle opere più celebri del Maestro Umberto Giordano, la famiglia ha respirato la grande tradizione culturale foggiana prima di addentrarsi nel nucleo antico. Il racconto si è fatto allora più intimo ed è sceso nel cuore spirituale della città: la Basilica Cattedrale. Il silenzio della Cripta e il mistero millenario del Sacro Tavolo della Madonna dei Sette Veli hanno accolto il gruppo in un abbraccio di fede e memoria. 

SULLE TRACCE DELLA STORIA. Ma il passato di Foggia affonda le radici ancora più lontano, e la guida ha condotto i dodici visitatori sulle tracce di Federico II. Davanti a ciò che resta del sontuoso Palazzo Imperiale e al suo pozzo, gli occhi di tutti si sono soffermati sull'archivolto decorato di Palazzo Arpi: le aquile scolpite da Bartolomeo da Foggia sembravano ancora sorvegliare quel genio architettonico che un tempo rendeva la città una sede imperiale. Il tour ha poi toccato il fascino unico della Chiesa delle Croci (Monte Calvario), con le sue cinque cappelle allineate che, dal 1693, restano sentinelle di pietra nel labirinto dei quartieri settecenteschi, dove ogni pietra sembrava sussurrare un ricordo della giovinezza di Angela.

L'INCONTRO A PALAZZO. L’emozione è diventata solennità a Palazzo di Città, dove l’Assessora alla Cultura Alice Amatore ha accolto la famiglia in veste ufficiale. Ascoltando la storia di Angela, l’assessora si è detta entusiasta di questo legame indissolubile: una donna che, pur vivendo lontano per più di sessant'anni, non ha mai smesso di stringersi al petto le proprie origini e quelle dei suoi genitori, passandole come un testimone prezioso ai propri figli. Per Angela, questo viaggio non è stato solo turismo, ma un modo per riannodare i fili del tempo. L'impronta di Foggia resterà nel cuore di questi visitatori francesi non come una semplice tappa, ma come una profonda e ritrovata identità. Un viaggio che si è concluso con la promessa di non lasciar passare altri sessant'anni, perché ora le figlie e i nipoti di Angela sanno che, sotto quel sole così luminoso, vibra una parte del loro stesso DNA.
(Cinzia Rizzetti)

di Fulvio di Giuseppe