Dalla Francia al cuore della Daunia: il viaggio emozionale di Angela e la sua famiglia "di ritorno"
Non è solo un viaggio di piacere, ma un vero e proprio pellegrinaggio laico quello
che ha portato in questi giorni un gruppo di dodici turisti francesi tra le strade di
Foggia. A guidarli verso le proprie radici è la capostipite della famiglia, Angela, nata
in città e poi emigrata Oltralpe nella magnifica Parigi, nel lontano 1958, quando era
poco più che una ragazzina. Dopo decenni, ha voluto che figli, nipoti e il marito vedessero con
i propri occhi quei luoghi e scoprissero dove tutto ebbe inizio.
LE MERAVIGLIE DI FOGGIA. Appena messo piede in città, Angela ha cercato il cielo.
«Guardate la luce di questa città — ha ripetuto più volte alla sua progenie — è più
forte, più nitida, più luminosa di qualsiasi altro sole».
E in quella luce, lo stupore si è fatto tangibile: le meraviglie di pietra di Foggia non
erano solo monumenti da fotografare, ma frammenti di un’identità che i nipoti
accoglievano con occhi curiosi e attenti, vedendo i racconti della loro nonna farsi
realtà davanti a loro.
LE RADICI RITROVATE. A dare voce e profondità a questo ritorno è stata la sapiente guida di Francesco
Martino; la sua voce colta e appassionata, unita a un francese impeccabile e a una
sensibilità rara, ha incantato la comitiva, trasformando ogni sito in un capitolo vivo di
un romanzo familiare. Il cammino ha preso il via dall'abbraccio monumentale di
Piazza Cavour e dalla Fontana del Sele, simbolo della modernità e del riscatto della
città, la cui prospettiva si apre sull'ampio respiro di Via Lanza.
Inoltrandosi verso l'eleganza di Piazza Giordano, tra le statue che danno corpo alle
opere più celebri del Maestro Umberto Giordano, la famiglia ha respirato la grande
tradizione culturale foggiana prima di addentrarsi nel nucleo antico. Il racconto si è
fatto allora più intimo ed è sceso nel cuore spirituale della città: la Basilica
Cattedrale. Il silenzio della Cripta e il mistero millenario del Sacro Tavolo della
Madonna dei Sette Veli hanno accolto il gruppo in un abbraccio di fede e memoria.
SULLE TRACCE DELLA STORIA. Ma il passato di Foggia affonda le radici ancora più lontano, e la guida ha condotto i
dodici visitatori sulle tracce di Federico II. Davanti a ciò che resta del sontuoso
Palazzo Imperiale e al suo pozzo, gli occhi di tutti si sono soffermati sull'archivolto
decorato di Palazzo Arpi: le aquile scolpite da Bartolomeo da Foggia sembravano
ancora sorvegliare quel genio architettonico che un tempo rendeva la città una sede
imperiale.
Il tour ha poi toccato il fascino unico della Chiesa delle Croci (Monte Calvario), con
le sue cinque cappelle allineate che, dal 1693, restano sentinelle di pietra nel labirinto
dei quartieri settecenteschi, dove ogni pietra sembrava sussurrare un ricordo della
giovinezza di Angela.
L'INCONTRO A PALAZZO. L’emozione è diventata solennità a Palazzo di Città, dove l’Assessora alla Cultura
Alice Amatore ha accolto la famiglia in veste ufficiale.
Ascoltando la storia di Angela, l’assessora si è detta entusiasta di questo legame
indissolubile: una donna che, pur vivendo lontano per più di sessant'anni, non ha mai
smesso di stringersi al petto le proprie origini e quelle dei suoi genitori, passandole
come un testimone prezioso ai propri figli.
Per Angela, questo viaggio non è stato solo turismo, ma un modo per riannodare i fili
del tempo.
L'impronta di Foggia resterà nel cuore di questi visitatori francesi non come una
semplice tappa, ma come una profonda e ritrovata identità. Un viaggio che si è
concluso con la promessa di non lasciar passare altri sessant'anni, perché ora le figlie
e i nipoti di Angela sanno che, sotto quel sole così luminoso, vibra una parte del loro
stesso DNA.
(Cinzia Rizzetti)