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  • Pubblicata il: 11/06/2026 09:39:39

Dimissioni sindaca, irrompe Furore (M5S): "Nessuno ha imposto ai consiglieri come votare. Campo largo? Serve resettare e fare mea culpa"

Le parole dell'europarlamentare e coordinatore provinciale

Un post, sui social, con un titolo emblematico: "Tanto per chiarire su Foggia". Nella discussione politica sul capoluogo, le dimissioni della sindaca e quanto accaduto nel Consiglio comunale disertato dal Movimento 5 Stelle, eccezion fatta per il consigliere Salemme, irrompe l'europarlamentare e coordinatore provinciale M5S, Mario Furore.

"NON SONO PECORE DA AMMANSIRE". "Comprendo che la stampa debba fare il proprio lavoro. Ma è doveroso sottolineare - scrive Furore - che nella seduta di lunedì nessuno tra noi ha imposto ai consiglieri del M5S come votare. La linea del partito era molto chiara ed era espressa nelle linee richieste alla sindaca la cui risposta presentata la sera prima del consiglio non ha convinto evidentemente quei consiglieri comunali che hanno deciso di non presentarsi in Aula. Sobillati da nessuno per altro, poiché non sono pecore da ammansire e forse semplicemente congrui rispetto chi si è presentato in aula ma con i mal di pancia verso l’andamento della maggioranza. Questi sono i fatti".

RISULTATI CONCRETI. "A me - prosegue il coordinatore provinciale - questi proclami alla responsabilità iniziano a fare venire l’orticaria. Alla luce di quello che è successo, io credo che se il Campo Largo, chi lo guida ed il M5S locale non hanno il coraggio di resettare tutto a Foggia, senza un mea culpa serio, potrà sì resistere fino alle politiche o alle prossime elezioni comunali, ma con che resa? Davanti ai cittadini che chiedono risultati concreti o alziamo il tiro o è meglio chiedere scusa con evidenti conseguenze, questa è la vera responsabilità che dobbiamo alla città. Foggia ci ha premiato per il cambiamento, non per questa “commedia degli equivoci”, Io nella mia vita non ho mai fatto questioni di poltrone ma di temi, vorrrei semplicemente vedere i miei temi ed obiettivi realizzati e non ostacolati".

LE COLPE. "Vorrei - conclude Furore - che il M5S sia messo nelle condizioni di poter fare il Movimento. Parigi val bene una messa diceva qualcuno, ma non con la mia faccia, quella di chi sul territorio ha preso voti e consensi e non sa più come giustificarsi davanti ai cittadini per colpe che ora non sono proprie".

di Redazione