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  • Pubblicata il: 24/10/2026 10:50:51

I dossi artificiali in via Balestrucci e via Santoro verranno smantellati: "Decisivo l'intervento degli avvocati"

La soddisfazione dell'associazione Costituzione cattolica: "Noi i primi a segnalare"

I dossi artificiali installati in via F. Balestrucci e via A. Santoro verranno smantellati. La decisione del Comune di Foggia, arrivata dopo i controlli tecnici della Polizia Stradale, segna il traguardo di una battaglia per la sicurezza stradale e la legalità che vede l'Associazione "Costituzione Cattolica" in prima linea fin dal principio.

IL RISULTATO. Sul provvedimento interviene il presidente dell'associazione, Alessandro Mancini, che rivendica il percorso che ha portato a questo risultato: «I fatti e il tempo ci danno ragione. Eravamo stati noi i primi in assoluto a segnalare la pericolosità e l'illegittimità di queste barriere agli organi competenti, quando l'amministrazione sembrava sorda alle richieste dei residenti». Un percorso che ha trovato la sua svolta decisiva grazie all'iniziativa autonoma di alcuni professionisti del Foro foggiano. «La rimozione che avverrà nei prossimi giorni è il frutto di una convergenza di azioni civiche – spiega Mancini –. Sebbene gli avvocati che hanno presentato l'esposto formale non facciano parte della nostra associazione, il loro intervento tecnico e legale è stato fondamentale. È grazie alla loro formale segnalazione e al successivo sopralluogo della Polizia Stradale che si è squarciato il velo di burocrazia, arrivando finalmente al provvedimento di smantellamento». 

I CONTROLLI.  Le verifiche della Stradale hanno confermato le storiche denunce dell'associazione: i rallentatori erano fuori norma e bloccano un percorso preferenziale per i veicoli di soccorso ed emergenza. «Sapere che questi ostacoli abusivi verranno smantellati è una vittoria per tutta la cittadinanza – conclude il presidente di Costituzione Cattolica –. Resta l'amarezza per la superficialità del Comune, che ha installato manufatti ignorando i primi allarmi, ma questa vicenda dimostra che la persistenza della società civile, unita all'azione mirata dei professionisti, può imporre il ripristino delle regole».

di Redazione