Stampa questa pagina
  • Pubblicata il: 02/10/2026 09:41:25

“Avrebbe acquistato telefoni, PS5 e computer per sé a spese dell'Ente”, esposto sul dirigente comunale Marchitelli

Mainiero: “Faccia un passo indietro o se ne occupi la Sindaca Episcopo”

Un esposto riguardante il dirigente del Comune di Foggia, Giuseppe Marchitelli, sarebbe stato presentato in Procura. Ne dà notizia il Corriere del Mezzogiorno nell’edizione odierna: secondo le informazioni del quotidiano, nell’articolo a firma di Davide Grittani, Marchitelli sarebbe accusato di aver acquistato per sé telefoni iphone, playstation 5, computer e videocamere di sorveglianza a spese dell'Ente. Una notizia che, ovviamente, rischia di gettare ulteriori ombre su Palazzo di Città e che provocherà molte reazioni. Il primo a intervenire è il consigliere comunale Giuseppe Mainiero: “La questione che non può essere liquidata invocando semplicemente il garantismo. Il garantismo è un principio irrinunciabile: un esposto non equivale a una condanna e sarà esclusivamente la magistratura ad accertare se i fatti rappresentati siano veri e se abbiano rilevanza penale. Ma la responsabilità penale e l’opportunità istituzionale sono due piani profondamente diversi”.

L'ESPOSTO. “Secondo quanto riportato dal quotidiano - scrive Mainiero - , l’esposto sarebbe accompagnato da riscontri documentali e riguarderebbe acquisti effettuati con risorse del Comune di Foggia di beni che, secondo la ricostruzione dell’esponente, sarebbero stati destinati ad uso personale. Si tratta di circostanze che devono essere accertate e che, proprio per questo, non possono essere trasformate oggi in un giudizio di colpevolezza”. Nell'intervento Mainiero ricorda Marchitelli una figura chiave sulla discussione riguardante il PIAO su cui la Giunta si è divisa e la vincenza è culminata con la revoca dell'assessore Luigi Iorio.

UN PASSO INDIETRO. “Per questo riteniamo – scrive il consigliere comunale - che, ferma restando ogni garanzia sul piano giudiziario, un passo indietro dall’incarico rappresenterebbe oggi una scelta di responsabilità istituzionale e di tutela dello stesso Comune di Foggia. Non chiediamo processi sommari. Non pronunciamo sentenze. Non attribuiamo responsabilità che devono ancora essere accertate. Chiediamo qualcosa di diverso: che chi ricopre un incarico dirigenziale ex art. 110 TUEL, esercitando funzioni tanto delicate e trovandosi al centro di una vicenda sulla quale sono chiamati a svolgere accertamenti gli organi competenti, valuti l’opportunità di rimettere il proprio incarico. E se Marchitelli non riterrà autonomamente di compiere questo passo, la questione si trasferisce inevitabilmente sulla Sindaca Episcopo. È la Sindaca che deve dire alla città se, alla luce di quanto emerso, ritenga ancora sussistenti le condizioni istituzionali e il rapporto fiduciario necessari alla prosecuzione dell’incarico”.

DOPO LO SCIOGLIMENTO. Mainiero ricorda che il Comune porta ancora addosso le ferite dello scioglimento per infiltrazioni mafiose e il conseguente commissariamento. “Foggia deve pretendere dalle proprie istituzioni uno standard di trasparenza particolarmente elevato. Il Comune non può permettersi opacità, ambiguità o silenzi quando vengono sollevate questioni che riguardano l’utilizzo delle risorse pubbliche e un dirigente posto ai vertici della macchina amministrativa. A Foggia la trasparenza non può essere uno slogan. Dopo quello che questa città e questo Comune hanno attraversato, deve essere un metodo di governo. La presunzione di innocenza non è in discussione. Un conto è stabilire se una persona abbia commesso un reato: questo compete alla magistratura. Altro conto è stabilire se sussistano le condizioni perché continui ad esercitare un incarico dirigenziale fiduciario di particolare rilevanza all’interno dell’Amministrazione comunale.
Per questo riteniamo che oggi rimettere l’incarico rappresenterebbe una scelta di responsabilità istituzionale. E se questo non avverrà - conclude Mainiero - , sarà la Sindaca a dover spiegare pubblicamente alla città perché ritenga ancora sussistenti le condizioni per confermare quella fiducia”.

di Redazione