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  • Pubblicata il: 02/11/2026 08:47:14

Foggia, lo "strappo" dell'Associazione Panunzio: "Diserteremo le cerimonie, dal Comune parole inaccettabili e offensive"

"Non saremo presenti alla commemorazione di Giovanni Panunzio del prossimo 6 novembre presso la stele posta davanti al parcheggio dell’A.T.A.F. I familiari di Panunzio decideranno per loro conto come atteggiarsi, ma certamente l’Associazione intitolata a Panunzio non sarà presente". E' arrivato lo strappo definitivo: attraverso una lunga nota stampa, l'Avv. Dimitri Cavallaro Lioi, Presidente dell'Associazione “Giovanni Panunzio Eguaglianza Legalità Diritti annuncia l'assenza alle cerimonie per ricordare l'imprenditore ucciso nel 1992.

LO STRAPPO. Nella nota l'associazione ripercorre alcune delle tappe che hanno portato a questa decisione. "Ricordiamo che l’attuale maggioranza consiliare e la Sindaca, nei mesi scorsi, hanno bocciato in Consiglio comunale un emendamento che riprendeva le questioni qui citate e ne chiedeva una efficace soluzione, senza dare validi motivi per il loro voto contrario. Proprio l’Assessore De Santis, poi, al culmine di una polemica pretestuosa da lui stesso sollevata, ha usato nei nostri confronti, nello scorso mese di luglio, parole inaccettabili ed offensive, nonché fuori dalla realtà dei fatti, con le quali l’Assessore alla Legalità del Comune di Foggia ha temerariamente cercato di rovesciare i termini della questione, tentando di addebitare all’Associazione l’inerzia nel chiudere la questione della nostra sede, con la finalità, a dire di De Santis, di mettere in cattiva luce l’attuale maggioranza consiliare. Inoltre, sempre secondo le parole irricevibili dell’Assessore, l’Associazione avrebbe dimostrato un atteggiamento livoroso e immeritato nei confronti dell’attuale Giunta Episcopo, tra le altre cose per una sorta di invidia verso altre figure della storia recente di Foggia e per una sorta di prepotenza nel rivendicare come unica vittima di mafia da ricordare quella di Giovanni Panunzio; oltre ad altre affermazioni che qui non è nemmeno il caso di riportare". Un atteggiamento - lamenta l'associazione - gravemente offensivo nei confronti del nostro percorso, "accompagnato dal solito silenzio da parte della Sindaca, alla quale da tempo e vanamente abbiamo chiesto un intervento pubblico per affermare l’importanza di una memoria pubblica per Giovanni Panunzio in un luogo adeguato della città di Foggia, al di fuori di quello attuale, sito presso una piastra pertinenziale di un parcheggio di proprietà di A.T.A.F., con una stele ivi collocata, luogo gravato da polemiche ricorrenti e contenziosi che nuocciono alla serenità che la memoria del coraggioso imprenditore foggiano, il quale ha già dato tutto se stesso alla sua città, non si merita davvero. Su questo ed altri fronti, quindi, il nulla o parole diffamatorie nei nostri confronti". Come Associazione - sottolinea Lioi - abbiamo atteso per lungo tempo e con pazienza che le situazioni oggetto dei nostri appelli fossero affrontate degnamente e con efficacia dagli attuali Amministratori della città di Foggia, "ma nulla è successo e, alla fine, ci siamo pure dovuti sorbire le parole insultanti dell’Assessore De Santis nel corso della scorsa estate.".

LA DECISIONE. E così, "dopo tanta pazienza, arriva il momento delle scelte conseguenti, tanto rigorose quanto già assunte in passato nei confronti di altri che avevano parimenti negato dignità al nostro impegno di antimafia, di denuncia sociale e di memoria per Giovanni Panunzio. Come Associazione, nel rispetto dei ruoli istituzionali retti dagli attuali Amministratori della città, e nel primario rispetto delle elettrici e degli elettori che a tali incarichi li hanno destinati, abbiamo deciso che non collaboreremo più con l’attuale Giunta e con l’attuale maggioranza presso il Comune di Foggia che la sorregge, pur riconoscendo che alcuni esponenti ci hanno espresso attenzione e ascolto e pur restando a disposizione di chiarimenti e di un auspicabile riavvicinamento. Siamo una piccola realtà e rivendichiamo la nostra libertà del tutto aliena da collateralismi di sorta rispetto a centri di potere o partiti politici, libertà senza la quale non c’è antimafia sociale. Siamo liberi e orgogliosi della nostra libertà, capaci di formulare critiche motivate senza guardare in faccia a nessuno e senza parteggiare per questo o quel politico, senza ragionare in termini di convenienza di potere, visibilità o faziosità di comodo".

di Redazione