Stampa questa pagina
  • Pubblicata il: 23/04/2026 17:22:45

A Palazzo di Città la posa di otto pietre d'inciampo per i foggiani deportati nei lager nazisti

Domani venerdì 24 aprile 2026, alle ore 10.30, dinanzi a Palazzo di Città si svolgerà la cerimonia di posa di otto Pietre d’Inciampo in memoria dei cittadini foggiani deportati nei lager nazisti.  A seguire, presso la Sala del Consiglio Comunale, si svolgerà un incontro pubblico con la partecipazione della sindaca Maria Aida Episcopo, del presidente di ANPI Foggia Michele Casalucci, dello storico Saverio Russo e del Consigliere nazionale dell’ANRP Potito Genova.

GLI ORGANIZZATORI. L'iniziativa è promossa dall’ANPI – Comitato provinciale di Foggia, con il patrocinio del Comune di Foggia e in collaborazione con ANRP e Archivio di Stato di Foggia ed è dedicata ai cittadini foggiani deportati nei lager nazisti e lì uccisi, “sacrificando la loro vita e difendendo, con la loro scelta di Resistenza, i valori fondamentali che sarebbero diventati quelli della Repubblica Italiana” (Delibera G.C. n. 63 del 24/04/2024).

LE PIETRE D'INCIAMPO. Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla posa di otto Pietre d’Inciampo, le piccole targhe in ottone ideate - all'inizio degli anni '90 - dall’artista tedesco Gunter Demnig e ormai diffuse in tutta Europa. “Si tratta - scrivono gli organizzatori - di segni essenziali e quotidiani che si inseriscono nello spazio urbano per restituire visibilità alle vittime della deportazione nazifascista. Sono “inciampi” della memoria, capaci di interrompere il passo e costringere lo sguardo a fermarsi su un nome, una data, una storia. Le pietre sono dedicate a otto cittadini foggiani deportati e morti nei campi di concentramento nazisti. Si tratta di uomini che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e per questo furono internati come IMI, Internati Militari Italiani. Una definizione costruita dal regime nazista per sottrarli alle tutele previste per i prigionieri di guerra e trasformarli in forza lavoro coatta. Furono oltre 600.000 gli IMI italiani deportati nei lager: uomini privati della libertà e dei diritti fondamentali, costretti a condizioni durissime di lavoro, fame e violenza. Migliaia non fecero ritorno”.

SOTTRARRE ALL'ANONIMATO.Anche il territorio foggiano fu profondamente segnato da questa storia. Dietro i numeri, restano vite, famiglie, assenze che hanno attraversato generazioni. Le Pietre d’Inciampo nascono proprio per questo: per sottrarre queste esistenze all’anonimato della storia e restituire loro una dimensione personale, riconoscibile, vicina. L’iniziativa - conclude la nota che illustra l'iniziativa - non si esaurisce nel gesto commemorativo, ma si inserisce in un percorso più ampio di costruzione della memoria civile”.

di Redazione