Gara verde pubblico, la Provincia di Foggia approvò il bando come appalto sottosoglia
L’errore della Stazione Unica Appaltante nella gestione della procedura
C’è un errore a monte che ha causato il blocco dell’intera procedura di assegnazione dell’appalto del servizio di manutenzione del verde pubblico del Comune di Foggia. Lo ha commesso la Provincia di Foggia come Stazione Unica Appaltante nella determina di approvazione del bando: considerare l’appalto “di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria”.
LA DETERMINA. La firma sul provvedimento è del dirigente del settore Appalti, Sua, Contratti della Provincia di Foggia, Antonello De Stasio, e porta la data del 5 marzo scorso. A pochi giorni dalla decisione a contrarre deliberata del Comune di Foggia, la Stazione Unica stabilisce, con la determina n. 317, l’avvio della procedura di gara. Nel testo si prende atto di tutti i requisiti stabiliti a Palazzo di Città ma si commette un errore che mette a rischio l’assegnazione. Le modalità di pubblicazione del bando e del disciplinare vengono stabilite considerando l’appalto “di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria”.
LE CONSEGUENZE. È questo, probabilmente, lo sbaglio che si riverbera nei testi di bando e disciplinare. Nell’articolo 25 viene stabilita l’esclusione automatica delle offerte anomale anziché la procedura più complessa prevista dall’articolo 110 per gli appalti di importo maggiore che prevede l’iter in contraddittorio. Come già raccontato, due imprese foggiane escluse presentano ricorso contro Comune e Provincia e il Tar dà loro ragione. Quello per la cura del verde pubblico nella città di Foggia per i prossimi due anni, infatti, è un appalto milionario. Risultato: gara bloccata per mesi e servizio non aggiudicato.
I RIMEDI. La questione è delicata e, al di là del rimpallo di responsabilità, in capo al Comune – titolare dell’appalto – resta l’incuranza di non aver sollevato alcuna eccezione al momento della pubblicazione della determina. Per un appalto considerato strategico, era lecito aspettarsi un grado di attenzione più elevato da parte dei vertici amministrativi dell’Ente. Occorrerà ora porre molta attenzione ai rimedi. Non solo in Provincia ma anche dalle parti del Comune, sarà fondamentale valutare e approfondire tutti gli aspetti legali per scegliere quale possa essere la soluzione migliore: resistere in giudizio e aspettare fino a settembre rischiando una nuova pronuncia negativa o agire in via di autotutela anche disapplicando l’articolo 25? In gioco, oltre a tanti soldi pubblici, c’è il decoro della città. Non si può sbagliare un’altra volta.