Il gruppo Scout Foggia 10 è pronto a condividere con la comunità il frutto di un importante percorso di riflessione e crescita. Di seguito infatti è pubblicato l'articolo realizzato dei rover e delle scolte del clan, nato come prodotto finale di un capitolo: un cammino scelto insieme per approfondire un tema su cui il gruppo non si sentiva particolarmente ferrato. Attraverso confronto, ricerca e attività sul campo, i giovani scout hanno avuto modo di mettersi in discussione, ampliare le proprie conoscenze e sviluppare uno sguardo più consapevole. L’articolo rappresenta non solo una sintesi di quanto appreso, ma anche un invito alla comunità a riflettere e a mettersi in gioco sugli stessi temi. Un’iniziativa che testimonia l’impegno del gruppo Scout Foggia 10 nel promuovere partecipazione, responsabilità e crescita personale, valori fondamentali del percorso scout.
L'ARTICOLO. Durante il nostro percorso, noi del Clan Sirio abbiamo deciso di affrontare un tema che riguarda tutti da vicino: i conflitti. Spesso li vediamo come qualcosa di negativo, ma grazie agli incontri fatti abbiamo capito che possono essere anche un’occasione per crescere e conoscere meglio noi stessi e l’altro . Una delle idee principali su cui abbiamo riflettuto è che i conflitti con gli altri nascono spesso da ferite interiori. Dentro di noi possono esserci insoddisfazione, paura del cambiamento, sensi di colpa, traumi familiari o anche un senso di vuoto. Tutto questo, anche senza accorgercene, influenza il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Durante uno degli incontri abbiamo parlato con la dottoressa Maria Cristina Piemontese una psicologa che ci ha aiutato a capire come “guardare” la nostra reazione emotiva in relazione anche alla persona che abbiamo di fronte considerando i suoi bisogni e le sue esigenze. Una frase che ci è rimasta particolarmente impressa è: “Se sono consapevole di me, sono consapevole degli altri.” Questo ci ha fatto capire quanto sia importante conoscere noi stessi per poter comprendere anche le persone che abbiamo davanti. Abbiamo anche svolto attività pratiche e giochi col fine di stimolare in noi le emozioni cosiddette scomode, quelle che tendiamo a riversare sull’altro. Abbiamo capito che spesso queste insorgono nel momento in cui le nostre ferite vengono stimolate. Risulta molto più facile e comodo riversare la propria frustrazione sull’altro piuttosto che fermarsi e riflettere trovando un punto d’incontro per entrambi. Abbiamo imparato che non dobbiamo rispondere in modo frettoloso, perché potremmo ferire chi abbiamo davanti. È importante fermarsi un attimo, riflettere e cercare di capire anche il punto di vista dell’altro. In fondo, dovremmo sempre trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi. Non tutti reagiscono allo stesso modo ai conflitti: c’è chi si apre subito, chi si adatta all’altro, chi cerca una figura di riferimento come un genitore, un amico o un parente, chi preferisce scrivere ciò che prova, ma anche chi evita o si rassegna. Ognuno ha il suo modo, ma tutti possiamo imparare a gestire meglio la relazione con l’altro. Abbiamo capito anche che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un passo importante. Parlare, confrontarsi, dire di cosa abbiamo bisogno e mettere da parte l’ego sono elementi fondamentali per affrontare i conflitti in modo più sano. Alla fine di questo percorso possiamo dire che i conflitti non sono qualcosa da evitare: sono utili per la crescita personale, perché ci aiutano a riflettere su noi stessi, sui nostri valori e sulle nostre relazioni. Con questo articolo vogliamo condividere ciò che abbiamo imparato, sperando che possa essere utile anche ad altri ragazzi come noi. Perché imparare a gestire i conflitti non significa eliminarli, ma viverli in modo più consapevole.
(Rover e Scolte del Clan Foggia 10)