Incubo spaccavetri, tra "lamette" e ronde a Foggia crescono rabbia e frustrazione
E' diventata un po' come per i Bancomat: ogni giorno, al risveglio, c'era solo l'attesa di sapere in quale Comune fosse stato sventrato lo sportello. A Foggia, invece, questo accade per le auto: arrivare al parcheggio e confidare di trovarla integra, senza alcun vetro spaccato o distrutto. Perché a Foggia, da qualche mese, si vive un altro allarme sociale: l'incubo 'spaccavetri'.
RABBIA E FREUSTRAZIONE. Anche nella notte appena trascorsa, ha agito. E se negli scorsi giorni l'annuncio dell'arresto di uno dei responsabili - colto grazie a una segnalazione - aveva fatto ben sperare, ecco che il fenomeno non sembra fermarsi. Anzi, partito dal Quartiere Ferrovia si sta diffondendo in varie zone della città, allargando il proprio raggio d'azione. "Cos'ha rubato? Niente". Questo è, quasi sempre, il botta e risposta con le vittime, costrette poi a sobbarcarsi più il fastidio (e il costo) della riparazione del danno, che un vero furto. E le indiscrezioni sul "solito noto" che va in giro a spaccare vetri, non fanno altro che acuire la rabbia di chi subisce il danno.
LA GIUSTIZIA FAI DA TE. Il problema è duplice. Da una parte la frustrazione, da cittadino, di comprendere come non sia possibile poter vigilare concretamente su ogni metro quadro della città ma, al contempo, non capire come sia possibile che il tanto decantato sistema di videosorveglianza non riesca a cogliere un frame, una immagine, un istante di chi se ne va, liberamente, nella notte a spaccare i vetri delle auto. Dall'altro, il timore sempre più fondato, che si possa arrivare alla giustizia fai da te: si fa sempre più consistente, infatti, la proposta di "ronde" e giri tra residenti volontari o, come in queste ultime ore, gli inviti a inserire delle lamette o altro materiale pcome trappola per ferire chi prova a colpire e scongiurare così azioni predatorie. Per evitare questa deriva serve un segnale concreto, convinto, immediato. Ora.