Isole ecologiche interrate, il richiamo del WWF: "Monitorare lo stato delle strutture per prevenire potenziali rischi per i cittadini"
La vicenda della gestione dei rifiuti a Foggia conserva ancora oggi testimonianze materiali di scelte amministrative e impiantistiche rivelatesi fallimentari. Tra queste spiccano le trenta isole ecologiche interrate realizzate a partire dal 2006, durante l'amministrazione guidata dal sindaco Orazio Ciliberti e sotto la gestione della società municipalizzata AMICA SpA.
LO SPRECO. A richiamare l'attenzione sulle postazioni a scomparsa è il WWF, che attraverso una nota ricorda "un investimento rilevante, costato oltre due milioni di euro di fondi pubblici, regionali e comunitari, nato con l'ambizione di modernizzare l'arredo urbano e innalzare i livelli di raccolta differenziata — all'epoca fermi a un modesto 7% — attraverso l'adozione della tecnologia sotterranea Gemini 3 e l'identificazione degli utenti tramite memory card". Il progetto - rimarca il WWF - prevedeva la realizzazione di una rete di isole ecologiche interrate (con vasche stagne ipogee) ad alto contenuto tecnologico, concepite per sottrarre i volumi dei rifiuti alla vista e all'olfatto pubblico e per introdurre una tracciabilità puntuale dei conferimenti attraverso sistemi digitali di identificazione dell'utenza.
Fin dai primi mesi successivi all'installazione, tuttavia, l'iniziativa manifestò gravissime criticità operative. Già nel luglio del 2007, il WWF Foggia e Legambiente denunciarono pubblicamente lo spreco di risorse economiche e l'inefficienza del servizio: "le tessere magnetiche non erano state capillarmente distribuite ai cittadini, le bocche di carico rimanevano bloccate e la carenza di manutenzione ordinaria portò a frequenti guasti elettromeccanici causati da infiltrazioni d'acqua e percolato all'interno delle vasche ipogee.
La municipalizzata AMICA non disponeva dei mezzi adatti né delle risorse necessarie per gestire un'infrastruttura così complessa, avviandosi verso la crisi societaria culminata nel fallimento del 2012".
LE INFILTRAZIONI. Il risultato fu il progressivo abbandono degli impianti, trasformati a lungo in ricettacolo di rifiuti di superficie fino alla loro definitiva disattivazione e chiusura sommaria.
A distanza di anni, queste installazioni restano incorporate nei marciapiedi e nelle piazze cittadine. Il WWF Foggia evidenzia oggi come il naturale trascorrere del tempo e la prolungata esposizione agli agenti atmosferici possano progressivamente alterare lo stato dei materiali. La prolungata assenza di interventi di ripristino o rimozione integrale ha favorito il logorio dei componenti metallici e delle coperture esterne.
In diverse postazioni si riscontrano lesioni, fessurazioni, buchi superficiali e lamiere degradate che possono dar luogo a spigoli o parti taglienti. "Senza voler cedere ad allarmismi ingiustificati, è doveroso rilevare, in linea meramente precauzionale e ipotetica, come il deterioramento di questi manufatti posizionati in aree pedonali possa costituire un elemento di potenziale rischio per l'incolumità pubblica (ecologico e sanitario), in particolare per i passanti, i bambini, gli anziani o gli animali d'affezione che transitano quotidianamente lungo i marciapiedi cittadini. Inoltre, cavità e fessure non perfettamente sigillate (ancora oggi usati abusivamente) potrebbero favorire accumuli di sporcizia o infiltrazioni non controllate nel sottosuolo con relative conseguenze".
LA BONIFICA. Per queste ragioni, il WWF Foggia rivolge un invito costruttivo all'amministrazione comunale, alla commissione ambiente e ai consiglieri di maggioranza e opposizione e agli enti competenti affinché venga programmata una ricognizione tecnica puntuale su tutte le postazioni storiche ancora presenti sul territorio. "Un censimento dello stato conservativo delle ex isole ecologiche permetterebbe di valutare gli opportuni interventi di bonifica, livellamento del manto stradale o definitiva rimozione, restituendo piena sicurezza e decoro al suolo pubblico e chiudendo in modo trasparente e responsabile una vicenda urbanistica mai del tutto risolta".