“Poi successe qualcosa che Adele non dimenticò mai più. Argenta diede un pugno allo stipite e questo si sollevò, come fosse un pulsante magico capace di aprire un passaggio segreto. Tutte e due si accostarono al muro nudo, tendendo le orecchie”.
L’EVENTO. Dopo il grande successo del suo romanzo d’esordio, “Il cognome delle donne”, vincitore di numerosi premi tra cui il Bancarella 2024, Aurora Tamigio torna a esplorare le relazioni fra donne di età diverse per raccontare come le nuove parentele stiano cambiando le famiglie, consegnandoci un’intensa storia di legami per scelta. Venerdì 23 ottobre, alle ore 18.30, l’autrice presenta il suo nuovo romanzo “Otto ragazze” (Feltrinelli, 2026) negli spazi della Ubik di Foggia, ritrovando il pubblico della libreria a distanza di quasi tre anni. A conversare con la scrittrice sarà la giornalista Sara Pacella.
CO-RESIDENZA PER DONNE. Quando arriva a Villa Debora, una villetta Liberty un po’ sfiorita nel cuore di Milano, Argenta ha quattordici anni ed è pronta a prendere parte con vivida curiosità al progetto a lungo sognato dalla madre Sara: la casa diventerà infatti un esperimento di co-residenza per sole donne, un modello di abitazione condivisa ideale, dove sostenersi a vicenda e prendersi cura l’una dell’altra. Mentre la casa, abbandonata da anni, viene sistemata e ripulita a fondo, arrivano le prime ospiti, donne sole o in difficoltà. Tra loro ci sono Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele, che ha la stessa età di Argenta, eppure le due ragazze non potrebbero essere più diverse. Argenta è timida, stravagante, “un incrocio tra un’attrice adolescente che si stava disintossicando e la reincarnazione di una hippie”, mentre Adele è rumorosa e sincera fino alla brutalità: l’iniziale insofferenza reciproca, però, si trasforma via via in amicizia.
VILLA DEBORA. Le ragazze diventano sempre più complici mentre, sotto la guida di Sara, le donne della casa lavorano, fanno l’orto, cucinano insieme e si offrono supporto: sembra la realizzazione di un’utopia, ma quando questo equilibrio apparentemente perfetto comincia a vacillare, Argenta e Adele per la prima volta sono costrette a interrogarsi sulle regole della casa dettate da Sara, e in generale sul rapporto con le proprie madri. A osservarle, a proteggerle, a custodire i loro segreti e i propri, a raccontarle con uno sguardo divertito e partecipe, è proprio Villa Debora.
L’AUTRICE. Aurora Tamigio è nata a Palermo nel 1988 e cresciuta a Milano. Successivamente alla laurea in storia dell’arte contemporanea, ha studiato sceneggiatura cinematografica. Dopo aver lavorato come autrice freelance per il cinema, oggi è copywriter e scrive per aziende del mondo della tecnologia e del design. È caporedattrice del magazine di informazione cinematografica Silenzioinsala.com e scrive cortometraggi (L’incontro, Homefish, Signorina Forsepotevo). Alcuni dei suoi racconti sono pubblicati su “La Balena Bianca”, “Crack Rivista” e “Il rifugio dell’Ircocervo”. Il cognome delle donne è il suo primo romanzo, con il quale ha vinto il Premio letterario "IO Donna" - Eroine d'oggi (2023) e, nel 2024, il Premio John Fante Opera Prima e il Premio Bancarella.