La Città che vorrei, doppio evento con Impegno Donna
Quest’anno l’associazione Impegno Donna, nell’ambito del progetto "La città che vorrei" promosso dall'Università di Foggia e dal Comune di Foggia, propone un binomio di eventi che mette al centro la forza della parola trasformativa da gabbia ad agente di libertà. Il filo conduttore delle iniziative è il potere generativo della parola: attraverso l’uso di lenti diverse per decodificare la realtà, il percorso mira a recuperare la vera identità di ogni persona mettendo in discussione narrazioni e stereotipi che incidono profondamente sul vissuto personale e collettivo.
È un percorso che comincia dalla denuncia del male e conduce verso la liberazione da pregiudizi attraverso il riconoscimento di sé, la consapevolezza e l’autodeterminazione. Il programma si articola in due momenti complementari in due luoghi differenti.
La Satira e il Cambiamento: L’azione narrativa di Silvia Guzzetta Aula 2 Facoltà di Economia dalle ore 17.30 alle 20.00 - 14 maggio
Attraverso la performance "La Rassegnata Stampa" e "Coito ergo sum", la strepitosa ed innovativa Silvia Guzzetta, usa la parola per smontare gli stereotipi e i pregiudizi di genere che ancora oggi circondano il maschile e il femminile.
In questa cornice, le operatrici di Impegno Donna, realizzeranno l’azione di teatro invisibile "Il filo degli stereotipi stesi". Useranno un filo da bucato che permetterà al pubblico di "staccare" i titoli di giornale distorcenti e le frasi fatte spesso usate, per un cambiamento culturale che rispecchi la vera identità di ogni persona.
LA MEMORIA E LA DENUNCIA. Presentazione di "Dove tutto è sbagliato", presso lo Slow Park di Foggia, il 15 maggio dalle ore 17.30. Il secondo appuntamento vede la presentazione del libro di Antonio Diurno, evento inserito nella VIII edizione de “Il Maggio dei Libri”, Campagna Nazionale promossa dal Centro per il Libro e la Lettura. La presentazione racconta di come le gabbie del pregiudizio producono gravissimi danni. Il testo ripercorre la drammatica e coraggiosa storia di Matilde Sorrentino, la "mamma coraggio" che ha rotto il silenzio per denunciare gli abusi, pagando con la vita la sua scelta di verità. La sua testimonianza rappresenta la necessità primaria di dare voce al dolore per scardinare l'omertà.
L’obiettivo dell'Associazione Impegno Donna nel 2026 è tracciare un percorso che va dall'ironia liberatoria di Silvia Guzzetta al silenzio spezzato di Matilde Sorrentino.
LA COSTRUZIONE DI UNA COMUNITA'. L'ETS ed il CAV Telefono Donna si inseriscono in questo solco come spazio in cui la violenza viene superata e trasformata in nuova voce.
"La città che vorrei" non è solo uno slogan, ma l'invito concreto alla cittadinanza a partecipare attivamente alla costruzione di una comunità dove le donne possano parlare, denunciare e autodeterminarsi senza paura.