La maggioranza diserta il Consiglio, Angiola: "Umiliata la democrazia, è uno dei momenti più gravi della vita istituzionale di Foggia"
"L’assenza deliberata della maggioranza impedisce il dibattito su verde pubblico e CCR di via Patroni. In democrazia le idee si confrontano in Aula, non si sottraggono al voto.
Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale rappresenta uno dei momenti più gravi della vita istituzionale della nostra città". Nunzio Angiola, consigliere comunale di opposizione e segretario provinciale di Cambia, commenta così la seduta deserta del Consilgio comunale, a causa dell'assenza del campo largo progressista.
"MOTIVAZIONI INACCETTABILI". "La maggioranza - attacca Angiola - ha scelto deliberatamente di non presentarsi né alla prima né alla seconda votazione del Consiglio comunale, facendo venir meno il numero legale e impedendo la discussione di due mozioni riguardanti temi di grande interesse per la comunità: la situazione degli operai del verde pubblico e il Centro Comunale di Raccolta di via Patroni.
La motivazione addotta, quella di non voler 'prestarsi a una speculazione politica', è inaccettabile. Se una mozione è ritenuta infondata, strumentale o priva di competenza comunale, il luogo naturale per dimostrarlo è l’Aula consiliare, attraverso il confronto, il dibattito e il voto. Disertare il Consiglio non è una risposta politica: è la rinuncia al confronto democratico.
La democrazia non vive delle conferenze stampa o dei comunicati diffusi dopo aver fatto mancare il numero legale. Vive nelle istituzioni, dove maggioranza e opposizione hanno il dovere di confrontarsi davanti ai cittadini, assumendosi la responsabilità delle proprie posizioni".
LE DISCUSSIONI. Per Angiola, "ancora più grave è il fatto che siano stati sottratti al dibattito temi che interessano direttamente la città e migliaia di cittadini. Sul CCR di via Patroni, come sul verde pubblico, i foggiani avevano il diritto di ascoltare le ragioni di tutti e di vedere il Consiglio comunale svolgere fino in fondo il proprio ruolo.
Scegliere di non partecipare ai lavori dell’Assemblea significa svilire il Consiglio comunale, mortificare le prerogative dei consiglieri eletti e privare i cittadini di un fondamentale momento di trasparenza e partecipazione democratica.
Le istituzioni si rispettano partecipando, discutendo e votando. Chi governa ha il dovere di confrontarsi, anche quando il dibattito è scomodo. Sottrarsi all’Aula significa sottrarsi alle proprie responsabilità.
Oggi non è stata umiliata l’opposizione. Oggi - conclude Angiola - è stata umiliata la democrazia, perché quando il confronto viene evitato deliberatamente perde l’intera comunità, non una parte politica”.