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  • Pubblicata il: 14/07/2014 12:25:03

Operazione Black Land, ecco i numeri: 300 mila tonnellate di rifiuti sversati illegalmente

L'esito dei carotaggi: "Ora serve la bonifica"

Sono arrivate le conclusioni del Consulente Tecnico all’esito dei carotaggi sui siti sequestrati nell’operazione Black Land, che aveva coinvolto zone del Foggiano con lo sversamento illegale di alcuni rifiuti provenienti dalla Campania.
LE ZONE. I siti oggetto di indagine, su indicazione della Polizia Giudiziaria, sono stati: Agro di Ordona, Loc. Cavallerizza, proprietà Ciaffa Michelina; Agro di Ordona, Loc. Cavallerizza, proprietà Ciaffa Gerio; Agro di Cerignola, Loc. Cavallerizza, proprietà Pelullo Antonio; Agro di Apricena, proprietà Società Agricola Castel Pagano srl; Agro di Ordona, Loc. Cavallerizza, proprietà Ciaffa Carmela.

I RIFIUTI. In ognuno dei siti sono state eseguite attività di scavo, prelievo ed analisi di campioni e rinvenuti rifiuti interrati. Le tipologie dei rifiuti interrati rinvenuti sono tre. Innanzitutto i Rifiuti Solidi Urbani non differenziati, freschi, interrati da poco e per i quali il processo di decomposizione non è ancora o è appena iniziato. Rinvenuti poi Rifiuti Solidi Urbani in avanzato stato di decomposizione; sono sostanzialmente Rifiuti Solidi Urbani interrati da più tempo (almeno da più di tre mesi), di aspetto nerastro ed estremamente maleodoranti. Sono caratterizzati dalla presenza di valori di TOC (Carbonio Organico Totale) elevati e quindi, dopo la bonifica andrebbero smaltiti destinandoli a idonei e autorizzati impianti di trattamento termico. Infine, terreni e sabbie a contatto con le predette due tipologie di rifiuto: presentano valori analitici superiori ai limiti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per i siti ad uso commerciale e industriale, in alcuni casi, e per i siti ad uso verde pubblico, in tutti i campioni analizzati. L’inquinamento presente in tali terreni è stato determinato dallo scarico e dall’interramento delle due tipologie di rifiuto precedentemente descritte.

LE QUANTITA'. In tutti i siti oggetto di indagine - spiega il consulente -, per quanto sopra, è necessario procedere alla bonifica, rimozione e smaltimento dei rifiuti presenti, destinandoli a discariche per rifiuti non pericolosi o impianti di trattamento termico, secondo quanto dettagliatamente specificato al capitolo precedente.

Le quantità stimate di rifiuti presenti, per ognuno dei siti di indagine, sono le seguenti:

Agro di Ordona, Loc. Cavallerizza, proprietà Ciaffa Michelina: 7.500 m3 - 10.000 tonnellate;

Agro di Ordona, Loc. Cavallerizza, proprietà Ciaffa Gerio: 205.000 m3 - 270.000 tonnellate;

Agro di Cerignola, Loc. Cavallerizza, proprietà Pelullo Antonio: 12.000 m3 - 15.000 tonnellate

Agro di Apricena, proprietà Società Agricola Castel Pagano srl: 500 m3 - 700 tonnellate

Agro di Ordona, Loc. Cavallerizza, proprietà Ciaffa Carmela 1.500 m3 - 2.000 tonnellate

LA BONIFICA. L’interramento di rifiuti nei siti oggetto di indagine è stato effettuato in zone che non avrebbero potuto e dovuto essere adibite a ciò, non essendo assolutamente idonee allo scopo e peraltro immediatamente adiacenti a zone agricole coltivate. Tutte le considerazioni precedentemente elencate – conclude il consulente tecnico - portano alla necessità di dover provvedere in tempi rapidi alla bonifica dei luoghi, onde limitare l’impatto ambientale derivante dallo stazionamento ulteriore dei rifiuti in situazioni assolutamente non idonee.

di Redazione