Palazzo Trifiletti, il Comune dispone interventi urgenti di messa in sicurezza
Previsto anche lo sgombero degli occupanti e la bonifica sanitaria
Il Comune di Foggia ha disposto l'esecuzione degli interventi urgenti di messa in sicurezza e lo sgombero di
Palazzo Trifiletti, dopo le criticità strutturali e igienico-sanitarie emerse nel sopralluogo dello scorso 3
settembre. La situazione è attenzionata da tempo dall’amministrazione comunale che, in merito, con
l'ordinanza sindacale 87 del 4 dicembre 2025, aveva imposto ai proprietari il ripristino dello stato dei
luoghi.
LA STORIA. “Palazzo Trifiletti rappresenta in qualche modo un pezzo della storia di questa città - dichiara la sindaca
Maria Aida Episcopo -, per questo l'amministrazione ha deciso di intervenire per mettere un argine a una
situazione complessa. La priorità è mettere in sicurezza l'edificio, ma questo è anche il primo passo di un
percorso più lungo finalizzato a capire il futuro dell’immobile. Sono convinta che da una situazione di
emergenza come questa si possa comunque ripartire e lavorare perché Palazzo Trifiletti non resti un
simbolo di abbandono”.
UN QUADRO SERIO. La relazione del servizio Lavori Pubblici descrive un quadro serio. La copertura è parzialmente crollata e
lascia gli ambienti interni esposti alla pioggia; guano e carcasse di volatili si sono accumulati negli spazi
rimasti scoperti; lungo il prospetto principale, la facciata si sta staccando nel punto in cui incontra
l'edificio adiacente, con un movimento che i tecnici definiscono di estrema gravità e che potrebbe portare
al ribaltamento verso la strada. Il rischio più immediato è il crollo di porzioni di facciata sulla sede
stradale, con pericolo per chi vi transita; quello più a lungo termine è la perdita di un edificio di valore
storico.
“Il lavoro dei tecnici in questi giorni ci ha dato un quadro chiaro delle criticità e ora la priorità è fermare
il degrado prima che diventi irreversibile - osserva l'assessore all'Urbanistica Michele Salatto -. È
principalmente una questione di sicurezza e decoro. Solo dopo, con i tempi giusti, potremo ragionare sul
futuro dell’edificio, che resta comunque una proprietà privata”
A rendere la situazione ancora più urgente è la presenza di persone che occupano abusivamente
l'immobile, che, per le condizioni della struttura, mettono a repentaglio la propria incolumità. Per questo
l'Amministrazione procederà anche allo sgombero, insieme alla chiusura dei varchi di accesso per
impedire nuove intrusioni.
L'INERZIA. “Quello che abbiamo trovato durante i sopralluoghi non riguarda solo i muri che si stanno staccando.
Dentro quell'edificio ci sono persone che dormono in condizioni molto rischiose, insieme ad accumuli di
rifiuti e di guano che rappresentano un problema igienico-sanitario vero e proprio - spiega l'assessora
all'Ambiente Lucia Aprile -. Lo sgombero non è una misura contro gli occupanti, ma una scelta di
responsabilità verso chi oggi si trova lì dentro, prima ancora che verso il resto del quartiere”.
Il giorno successivo al sopralluogo, il 4 settembre, il Comune ha incontrato i rappresentanti dei
proprietari per illustrare la situazione dell'immobile, lasciando aperta la possibilità di nominare un proprio
tecnico che segua i lavori insieme a quelli comunali.
Di fronte all'inerzia della proprietà rispetto all'ordinanza, l'Amministrazione procederà comunque, con
diritto di rivalsa sui costi, intervenendo con puntellamenti, transenne, una copertura provvisoria e la
bonifica igienico-sanitaria.
I COSTI. “Capiamo che per i proprietari non sia semplice muoversi in tempi così stretti, soprattutto quando si tratta
di un condominio con più soggetti coinvolti - sottolinea l'assessore al Contenzioso Giulio De Santis -. Ma
la sicurezza pubblica non può aspettare le tempistiche di un'assemblea condominiale e perciò il Comune
ha deciso di intervenire direttamente. Questo non significa scaricare i costi sulla collettività, perché
l'Amministrazione si riserva comunque il diritto di rivalersi sui proprietari una volta conclusi i lavori”.