Polizia Locale, l'OPL - F.C. non parteciperà allo sciopero nazionale
Le motivazioni del segretario regionale Berardino
L’Osservatorio per la Polizia Locale OPL - F.C. non parteciperà allo sciopero nazionale. Lo annuncia il Commissario di Polizia Locale, Stefano Berardino, segretario per la Regione Puglia dell’Osservatorio per la Polizia Locale e Fuori Coro.
L'INCONTRO. "Dopo 40 anni di attesa dalla Legge 65/1986, la Camera dei Deputati - ricostruisce Berardino - ha finalmente approvato il riordino delle funzioni e dell’ordinamento delle Polizia Locali in Italia. Questa riforma, adesso all’attenzione del Senato, consentirà più autonomia alle Polizie Locali ma, per motivi inspiegabili, c’è scetticismo da parte di alcuni che, per altrettanti motivi sconosciuti vorrebbe bloccarla o ingenuamente modificarla indicendo uno sciopero nazionale". Per il Commissario di Polizia Locale di Foggia, in qualità di segretario regionale dell’OPL – FC per la Puglia, lo scorso 9 giugno ha avuto, unitamente ad altri dirigenti e componenti di associazioni di categoria, un incontro con l’Onorevole Augusta Montaruli relatrice del Disegno di Legge Delega di Riforma della Polizia Locale durante il quale sono stati chiariti tutti gli aspetti della Riforma e alcune delle prospettive future che ne deriverebbero se la Riforma passasse così com’è anche al Senato.
LE AGEVOLAZIONI. "I vantaggi che si conterebbero se la Riforma dovesse essere approvata al Senato così com’è - sottolinea Berardino - sono ormai noti e, tra questi, rammentiamo: gli operatori di PL finalmente sarebbero ben distinti dai dipendenti comunali amministrativi, avrebbero una sezione dedicata, avrebbero fondi autonomi, accesso al CED ed allo SDI senza doversi rivolgere alla Questura come, in tutti i casi enunciati, accade oggi. Con questa Riforma, gli operatori di Polizia Locale sarebbero inseriti negli elenchi delle vittime del dovere senza dover ricorrere alla Giurisprudenza come accade oggi. Tante situazioni proposte anche dall’Osservatorio per la Polizia Locale e Fuori Coro che sono state accolte ma tante altre che rientreranno nei decreti attuativi se la Riforma dovesse passare".
GLI EMENDAMENTI. "In questo momento storico, il pericolo più preoccupante - rimarca Berardino - è quello che al Senato possano essere presentati degli emendamenti che, di fatto, affosserebbero la Riforma perché non ci sarebbero più i tempi per la terza lettura alla Camera. Questo, purtroppo, non tutti lo sanno e, chi dice che da domani si lavorerà ad una riforma migliore, fa disinformazione perché non sarebbe possibile. I famosi 20milioni di euro destinati alla Polizia locale, se la Riforma passasse, sarebbero destinati ai progetti di riforma e, nel tempo, esaudirebbero di desideri tu tutta la categoria. Lo sforzo delle associazioni e dei sindacati della Polizia Locale dovrebbe essere rivolto ad avere un ruolo per la stesura dei decreti attuativi. Si dovrebbe far fronte comune per arrivare al risultato di ottenere una classe di rischio per la PL che oggi è come quella dei dipendenti comunali amministrativi".
LE RIVENDICAZIONI. "Inoltre - ribadisce Berardino -, qui si intende chiarire l’aspetto del lavoro usurante che molti operatori di Polizia Locale rivendicano al pari, a loro pensiero, delle forze di polizia statali. Ebbene, quello del poliziotto dello Stato non è contemplato nell’elenco dei mestieri usuranti. Come è quindi possibile una equiparazione di una situazione che non esiste? Ciò, invece, accade per le GPG che superano un cero numero di ore lavorative svolte di notte. Da ultimo - conclude il commissario di PL - , si intende chiarire anche che questa riforma è stata voluta dal Ministero dell’Interno che non può decidere di far andare prima in pensione gli operatori di Polizia Locale come, invece, accade per i poliziotti statali. Questa disciplina è di competenza del Ministero del Lavoro e della Previdenza; la norma è ordinamentale e non previdenziale. Questa dovrebbe essere una battaglia da combattere nel prossimo futuro da tutta la categoria. Per questo anche l’OPL – FC non parteciperà allo sciopero del 12 giugno, per non rischiare di rimanere nella palude per altri 40 anni".