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  • Pubblicata il: 27/08/2021 13:22:22

I LETTORI SEGNALANO| Al Pronto Soccorso in attesa per 10 ore e poi rispediti a casa: "L’oculista non c’era"

Prima in attesa infinita per il tampone, poi altre 4-5 ore al pronto soccorso e infine tornati a casa sfiniti dall’attesa oppure perché rispediti a casa con un appuntamento per il giorno dopo. Motivo: nessun oculista si trovava in sede e quello reperibile non è mai arrivato. Nessuno si è quindi potuto occupare del loro problema agli occhi.

OCULISTA ASSENTE. Sono due le segnalazioni pervenute in redazione ed entrambe dello stesso tenore. Ieri – giovedì 26 agosto – al Pronto soccorso di Foggia non era possibile prestare cure per infezioni o altre problematiche legate agli occhi. A quanto hanno riferito ai pazienti gli operatori del Pronto Soccorso, l’oculista in servizio di reperibilità non si è mai recato in ospedale. Se non fosse già questo un grave disservizio, le testimonianze dei lettori aggiungono il fatto che nessuno ha avvisato loro di quanto stava avvenendo costringendoli a estenuanti e inutili attese.

I CASI. Una donna T.S. è giunta ieri mattina in pronto soccorso con un occhio fortemente arrossato. Si è sottoposta al tampone Covid e ha già dovuto attendere per quasi due ore la risposta nonostante si trattasse di un tampone rapido che fornisce il risultato in 10-15 minuti. Successivamente ha effettuato il triage in Pronto Soccorso e a quel punto è iniziata un’interminabile giornata nel corso della quale le infermiere la rassicuravano sull’arrivo di un oculista in reperibilità. Cosa mai avvenuta: alle dieci e venti della sera, sfinita, a quel punto è ritornata a casa senza neanche essere visitata. Un altro signore che preferisce restare anonimo è stato più ‘fortunato’. Lui al pronto soccorso ci è arrivato nel pomeriggio. Anche in questo caso stessa trafila. Due ore di attesa per il tampone ma ‘soltanto’ tre al pronto soccorso. A quel punto un’infermiera, evidentemente ormai conscia dell’assenza di oculisti, le ha somministrato alcune gocce in un occhio e l’ha rispedito a casa chiedendogli di recarsi in ospedale il giorno dopo (oggi ndr). Insomma tutto si può dire del soccorso degli oculisti meno che ieri fosse ‘pronto’. Da parte di T.S. lo sfogo è amaro: “Quello che mi chiedo è questo: paghiamo le tasse e allora mi chiedo perché dobbiamo essere trattati da burattini?”.

di Redazione