Rinvio a giudizio nel caso Amiu, la soddisfazione del WWF Foggia: "Pagina storica per la città"
Il Tribunale di Foggia ha disposto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati nel procedimento penale che coinvolge l’affidamento del servizio di igiene urbana ad Amiu Puglia S.p.A. e la gestione dell’impianto TMB di Passo Breccioso, oltre ad altre ipotesi di falsi documentali relativi ai servizi cimiteriali. Il Comune di Foggia si è costituito parte civile, pur venendo indicato anche come responsabile civile.
GLI ESPOSTI. Una decisione che viene accolta con soddisfazione dal WWF Foggia, in quanto conferma la fondatezza degli esposti presentati negli anni dall’associazione e altri rappresentanti della società civile (associazioni e cittadini). Le indagini - evidenziano dall'associazione - hanno accertato documentalmente quanto avevamo sempre sostenuto: l’interesse prevalente di Amiu non risiedeva nell’efficientamento del servizio a Foggia, ma nel mantenimento del controllo del TMB di Passo Breccioso e nell’utilizzo degli utili derivanti dal vantaggioso contratto con il nostro Comune per coprire i disavanzi della gestione nel Comune di Bari.
UNA PAGINA IMPORTANTE. “Stiamo contribuendo a scrivere una pagina importante della storia della città di Foggia, nell’interesse esclusivo della comunità – spiega Maurizio Marrese Presidente del WWF Foggia -. Le relazioni emerse in udienza, falsi dati di raccolta differenziata (15-18% contro un reale 5%), piano industriale 'copia e incolla' con previsioni mai attuate come i cassonetti intelligenti, relazione ex art. 34 redatta 'a quattro mani' con il beneficiario, dimostrano come logiche economiche e relazioni clientelari abbiano prevalso sugli interessi ambientali e sul diritto dei cittadini a un servizio di gestione rifiuti dignitoso e sostenibile".
APPALTO ONEROSO. L'augurio di Marrese è che "i cittadini foggiani colgano fino in fondo la portata di ciò che sta accadendo. Siamo di fronte al più oneroso appalto degli ultimi anni, gestito con incredibile leggerezza da soggetti istituzionali durante il periodo commissariale, quando sarebbe stata possibile una valutazione tecnico-economica trasparente come richiesto dall’ANAC. Questo ha impedito di raggiungere l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, con gravi conseguenze per l’ambiente e le generazioni future".