#Satira Oltre 1000 partecipanti sorridenti e un po' di automobilisti arrabbiati, cronaca semi-seria della Fuggi a Foggia
Il momento più bello è stato verso il km 8, ero esausto e in Viale Michelangelo un automobilista sconosciuto ha abbassato il finestrino e mi ha urlato “bravo, dai che ce la fai, corri più veloce”. E io tutto contento del suo incoraggiamento ho aumentato il ritmo. Poi ha aggiunto qualcosa sul fatto che dovevo togliermi dalle palle così poteva ripartire con la macchina e andare a comprare le paste. A quel punto ho rallentato. Per dispetto, lo ammetto.
I VOLONTARI. Scherzi a parte, come avrete intuito ho corso la Fuggi a Foggia, ovviamente la 10 km non competitiva. E' stato stupendo, una di quelle giornate in cui Foggia è bellissima. Organizzatori, Podisti di Capitanata, sponsor, agenti della Polizia Locale e volontari andrebbero ringraziati tutti uno per uno. Mi hanno detto anche alcuni stavano lì dalle 5, per aiutare degli sconosciuti. Io non mi alzerei a quell'ora nemmeno per i miei familiari. Scherzi a parte, quello che mi ha colpito di più è stato un tizio che era al punto di ristoro e ha passato parte della mattinata a raccogliere i bicchieri di carta che gli “atleti” buttavano a terra. Non erano incivili, funziona proprio così, ma c'è bisogno di qualcuno che li raccolga uno per uno. Ho provato a dirgli grazie, ma eravamo a più di metà percorso e avevo pochissimo fiato per parlare, avrà pensato che ero muto.
LE TRE CATEGORIE. La cosa bella di queste manifestazioni è che i protagonisti sono tutti gli iscritti, non sei solo un tifoso come allo Stadio, sei parte dello spettacolo. Alla partenza c'erano più di mille persone in attesa. Davanti c'erano gli atleti della gara seria, quelli che corrono davvero. Italiani e stranieri magrissimi che vanno a piedi più veloci di quanto io vada in macchina. Poi un po' più dietro quelli della 10km non competitiva, dove potevi trovare gente che corre tutti i giorni e chi lo fa solo di domenica per non sentirsi in colpa per quanto si abbuffa di pasta al forno. Devo dirvi di quale categoria facevo parte io? Appost. Poi in fondo quelli della Family Run, gente che fa 5km, a volte correndo altre passeggiando. Tutti più o meno al posto loro, li riconosci dal pettorale, dal fisico e dall'abbigliamento. Anche perché poi allo start se vai troppo piano rischi di penalizzare quelli che stanno dietro di te. Vabbè, poco prima dell'inizio della gara sono arrivate tre ragazze molto carine che si erano iscritte all'ultimo momento alla Family Run e hanno chiesto dove potevano posizionarsi, le abbiamo detto di mettersi dove volevano. Dimenticavo, in fondo c'erano i miei preferiti, quelli che corrono spingendo la “carrozzina” che trasporta un amico o un familiare disabile. Se tutti siamo stati vincitori loro ancora di più.
FOGGIA SENZA AUTO. Poi abbiamo iniziato a correre. C'era chi controllava il cronometro, chi andava in coppia con il partner, chi si faceva i selfie, chi era un po' sovrappeso o in avanti con gli anni e soffriva un po'. Tutti, o quasi, correvano più di me. Ogni chilometro c'era un cartello che indicava la distanza che avevi percorso, i primi scorrevano abbastanza veloci, poi parevano essersi allontanati l'uno dall'altro. Nel resto del percorso ero annebbiato dalla stanchezza e ricordo poco, però confermo che la città senza auto è decisamente diversa, che andare a piedi ti fa apprezzare cose che in macchina non vedi, e poi con l'aumento dei costi del carburante dovremmo tutti andare tutti di più a piedi o in bici. No, in monopattino elettrico no, a quel punto preferisco che prendiate la macchina.
LA PROSSIMA. Mentre scrivo sto vedendo le foto della gara. Guardatele, sono bellissime. Le facce, le strade, la città. No, io non ci sono, quando sono arrivato i fotografi avevano finito i rullini. Si lo so che ora hanno schede di memoria dove si possono salvare tantissime foto. Ma pure i partecipanti arrivati prima di me erano tantissimi. Alla fine tutti pensavano già alla prossima gara, la Run For del 10 maggio. Mi pare di capire che ad ogni manifestazione podistica i partecipanti siano sempre di più e che la città risponda sempre meglio. Ce la siamo cavata alla grande pure con la fiaccola olimpica, il torneo internazionale di volley, gli assoluti di scherma. Piano piano stiamo diventando una città sportiva. Solo nel pallone stiamo inguaiati. Ma di quello non ne parliamo, che oggi è un giorno di festa... (La foto è di Giuseppe Larcertosa)