Sicurezza degli operatori del 118, per il Movimento "Infermieri di Capitanata" le body-cam non sono la soluzione prioritaria
Il Movimento "Infermieri di Capitanata" è intervenuto sulla questione delle aggressioni al personale del 118 in provincia di Foggia e sulla proposta di utilizzo delle body-cam a bordo dei mezzi del Servizio di Emergenza Territoriale.
MISURA NON EFFICACE. “Prendiamo atto - si legge in una nota - delle richieste avanzate da alcune sigle sindacali per una rapida attivazione delle telecamere indossabili, già in dotazione all'ASL di Foggia ma non ancora operative per completamenti di natura burocratica e normativa. Riteniamo, tuttavia, che tale strumento, seppur potenzialmente utile in fase di ricostruzione dei fatti, non rappresenti una misura efficace per prevenire e ridurre le aggressioni nei confronti degli operatori".
IMPATTO LIMITATO. "Non si tratta di una semplice opinione, ma di quanto emerge da studi e ricerche scientifiche condotte da esperti del settore sanitario a livello internazionale - dichiara Angelo Riky Del Vecchio, portavoce del Movimento - la letteratura ci dice che le telecamere sulle divise possono offrire un supporto dal punto di vista forense e documentale, ma hanno un impatto molto limitato sulla prevenzione degli episodi di violenza. Per questo riteniamo comprensibile la scelta della ASL di Foggia di valutare con prudenza questa iniziativa, che da sola rischierebbe di rivelarsi poco risolutiva e di comportare un impiego di risorse pubbliche non proporzionato al beneficio atteso. Ciò di cui abbiamo realmente bisogno è un investimento stabile e qualificato nella formazione del personale della Centrale Operativa Territoriale e di tutti gli operatori del 118, medici, infermieri, autisti e soccorritori, affinché siano messi nelle condizioni di riconoscere, prevenire e gestire le situazioni potenzialmente aggressive con tecniche appropriate. Invitiamo quindi l'Azienda a concentrare gli sforzi in questa direzione, privilegiando soluzioni che la scienza indica come più efficaci nel tempo".
LE PRIORITA'. Secondo il Movimento, l'approccio più efficace per tutelare gli operatori non può basarsi esclusivamente su strumenti tecnologici, ma deve fondarsi su competenze relazionali e organizzative. In situazioni di forte stress emotivo, la presenza di una telecamera, se non adeguatamente contestualizzata, potrebbe infatti non sortire l'effetto deterrente sperato. Per tali ragioni, il Movimento "Infermieri di Capitanata" propone alla Direzione Strategica della ASL di Foggia di porre al centro del confronto tre priorità: 1. Formazione continua e specifica sulla comunicazione efficace, sulla gestione dei conflitti e sulle tecniche di de-escalation per tutto il personale coinvolto nel sistema dell'emergenza-urgenza; 2. Rafforzamento della rete di sicurezza attraverso protocolli operativi condivisi con Prefettura e Forze dell'Ordine, in grado di garantire interventi tempestivi; 3. Piena valorizzazione degli strumenti normativi già esistenti a tutela degli operatori sanitari, a partire da quanto previsto dalla Legge n. 171/2024. “Siamo convinti – conclude Del vecchio - che solo un percorso formativo e organizzativo solido possa contribuire in modo concreto a migliorare la sicurezza di chi ogni giorno opera in prima linea per garantire assistenza alla cittadinanza”.