"Torneo della Memoria": i centri Educativi ricordano le vittime innocenti di mafia
Si svolgerà il prossimo 10 aprile, a partire dalle ore 16.30 presso il Centro
Educativo “Diorama” (Via Vico V Addolorata, 79 a Cerignola), il 2° Torneo della Memoria delle
Vittime Innocenti di Mafia, organizzato dalla Cooperativa Sociale “Charlie fa surf”, la Cooperativa
Sociale “Pietra di Scarto” e la Caritas Diocesana di Cerignola - Ascoli Satriano in collaborazione
con il Coordinamento Provinciale di “Libera contro le mafie”.
I LUOGHI EDUCATIVI. Protagonisti dell’iniziativa saranno le bambine e i bambini che frequentano alcuni luoghi educativi
della città: il Centro educativo “Diorama”, gestito dalla Cooperativa sociale “Charlie fa surf”; il
Centro educativo “Don Antonio Palladino” gestito dalla cooperativa “Nuova Alba”; le comunità San
Francesca d’Assisi e Santa Chiara gestita dalla Cooperativa “Un sorriso per tutti” e l’APS “L’Isola
che non c’è”.
I partecipanti saranno coinvolti in un quadrangolare di calcetto nel ricordo di quei 1117 nomi letti lo
scorso 21 Marzo in occasione della XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle
vittime innocenti delle mafie” svoltasi a Torino e che ha visto la partecipazione di oltre 50.000
persone.
LA MEMORIA. Alle 18.30 ci si sposterà presso l’Auditorium “RiGenerazioni”, situato presso l’Ex-Macello
Comunale, per vivere insieme un momento di grande importanza: insieme a Daniela Marcone,
Referente per la Memoria di “Libera contro le mafie”, e a Federica Bianchi, Referente Provinciale
di “Libera” Foggia, faremo memoria di Luigi Fanelli, giovane ragazzo barese di 19 anni, ucciso
dalla mafia il 26 Settembre del 1997, in seguito ad un acceso diverbio con la sua ex fidanzata, che
nel frattempo aveva cominciato una frequentazione con ragazzi appartenenti al clan dei Di Cosola.
Ad oggi il suo corpo non è stato ancora ritrovato.
L'APPUNTAMENTO. “L’iniziativa – raccontano gli organizzatori – nasce per ricordare a tutte e tutti noi che la memoria
delle vittime innocenti di mafia è memoria collettiva e che dire quei nomi vuol dire prendersi una
responsabilità, riportare a pieno tutta la vita che li ha riempiti. E’ bellissimo poter vivere iniziative
come questa aggregandole bambine e i bambini che riempiono i centri educativi della nostra città,
che sono avamposti di educazione e bellezza, nella certezza che loro non rappresentano il nostro
futuro, ma il nostro presente”.
L'IMPEGNO. “Raccontare oggi la storia di Luigi Fanelli è importante per diversi motivi - rimarca Daniela
Marcone, Referente per la Memoria di “Libera -. Il primo è sicuramente legato alla necessità di rilanciare il nostro appello affinché a mamma Lucia
venga detta la verità sulla morte di Luigi e su dove è stato occultato il corpo di suo figlio, che non
ha mai potuto seppellire degnamente. Il secondo sta nell’aver considerato questa storia, oltre alla
drammaticità che ad essa è legata, un elemento emblematico nella comprensione delle
caratteristiche di una criminalità violenta e senza scrupoli che ancora oggi condizione i nostri
territori. E non ultimo la responsabilità che attiene al nostro essere cittadini: capaci di fare memoria,
di empatizzare con una storia che non si risolve con la possibilità di elaborare un lutto, provando a
vivere come nostra questa mancanza, questa assenza. Sentire di non aver potuto compiere un
passaggio collettivo, continuando ad accompagnare questa famiglia e questa madre verso una
riconciliazione e una ricucitura che passa per una memoria capace di produrre dei semi di
impegno”.
L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza.