Verde pubblico, Angiola attacca: "Lucia Aprile è un flagello per Foggia, si dimetta"
Sull’annullamento della gara per la manutenzione del verde pubblico e, più in generale, sulla gestione delle politiche ambientali del Comune di Foggia interviene Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento Cambia, che chiede le dimissioni dell’assessora Lucia Aprile.
GLI ERRORI. «L’annullamento della gara - commenta il consigliere di opposizione - è un meteorite amministrativo caduto su una città che già paga ogni giorno le conseguenze di una gestione del verde fallimentare. La responsabilità politica dell’assessora Aprile è enorme. Dopo questa sequenza di errori, contestazioni e promesse disattese, le dimissioni sono un atto dovuto». Angiola respinge ogni tentativo di attribuire interamente alla Stazione unica appaltante della Provincia la responsabilità dell’accaduto.
«La gara da rifare è soltanto l’ultimo capitolo di un vero e proprio cahier de doléances, che dovrebbe indurre questa amministrazione a smettere di cercare alibi. Il ricorso alla Stazione unica appaltante non cancella la responsabilità politica del Comune sulle scelte, sulla programmazione e sui risultati del servizio. Occorre inoltre ricordare che due terzi dei componenti della commissione di gara sono stati nominati dal Comune».
IL BANDO. Angiola richiama quindi le contestazioni avanzate già nei mesi scorsi sulle caratteristiche dell’appalto.
«A marzo avevamo contestato lo spacchettamento dell’appalto in quattro lotti, associato al criterio del prezzo più basso e all’assenza del Piano del verde. Una combinazione che esponeva Foggia al rischio di una gestione frammentata, con differenti criteri di potatura, interventi disomogenei e scarso coordinamento. Dopo la sospensione della gara, a maggio, avevamo chiesto nuovamente il ritiro del bando e l’apertura di un confronto con le associazioni. Quegli allarmi sono rimasti senza risposte adeguate».
Per il segretario provinciale di Cambia, la principale responsabilità politica dell’assessorato risiede proprio nell’assenza di una programmazione complessiva.
«La mancanza del Piano del verde di cui alla Legge 10 del 2013 è il cuore del fallimento. Senza obiettivi, priorità, tempi, risorse e controlli, non si governa il patrimonio arboreo: si rincorrono le emergenze. E i risultati disastrosi sono ormai davanti agli occhi di tutti».
LE CRITICITA'. Angiola elenca quindi le principali criticità denunciate nel corso degli ultimi mesi.
«Il WWF ha rilevato la morte del 62% delle alberature piantate lungo l’Orbitale di Foggia, denunciando carenze nell’irrigazione e nella manutenzione. Ho personalmente contestato quelli che considero abbattimenti indiscriminati ad esempio tra piazza Sant’Eligio e via Borrelli, chiedendo se tutti gli alberi eliminati fossero davvero irrecuperabili. Ho denunciato le potature effettuate a giugno e i tantissimi ceppi mai sostituiti, da piazza Padre Pio a piazza De Gasperi. Ai Campi Diomedei, inoltre, continuiamo ad attendere le 1.500 piantumazioni promesse. Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un metodo di gestione».
Al bilancio sul verde pubblico, aggiunge Angiola, si affianca la vicenda del Centro comunale di raccolta previsto in via Patroni.
«Anche la gestione del CCR è stata disastrosa. Abbiamo contestato una localizzazione troppo vicina alle abitazioni, in un’area già gravata da traffico e altre criticità. Abbiamo denunciato il sacrificio di una zona verde e proposto noi stessi possibili alternative. Le preoccupazioni dei residenti per il rumore, l’aumento del traffico e le possibili esalazioni meritavano ascolto, approfondimenti e risposte puntuali. Sono state invece trattate come un fastidio».
Il consigliere richiama poi la condizione dei lavoratori impiegati nel servizio.
«C’è infine la questione dei 29 operai del verde, per i quali il sindacato ha denunciato retribuzioni inferiori a mille euro mensili e l’assenza, nel bando, di una garanzia per il passaggio al tempo pieno. Alle promesse di aumentare le ore di lavoro devono seguire atti concreti e verificabili. La dignità dei lavoratori non può restare appesa agli annunci».
LE PROPOSTE. Angiola sottolinea che alle denunce sono state affiancate proposte precise.
«Abbiamo chiesto programmazione, trasparenza sui dati, sostituzione degli alberi perduti, irrigazione garantita per le nuove piantumazioni e per le piantumazioni più a rischio, valutazione delle alternative per il CCR e un programma straordinario di 10.000 nuovi alberi all’anno per tre anni, accompagnato dalle risorse e dalla manutenzione necessarie a farli vivere. Non ci siamo limitati a criticare: abbiamo indicato una direzione completamente diversa».
LA REVOCA. «Il bilancio politico della gestione Aprile a tre anni dalla sua sciagurata nomina è un flagello per Foggia», conclude Angiola. «Lucia Aprile si dimetta immediatamente. Se non lo farà, sia la sindaca Maria Aida Episcopo a revocarle le deleghe e ad assumersi finalmente la responsabilità politica di cambiare rotta».