Vertenza ATAF, "silenzio assordante di Istituzioni e Azienda", FAISA CISAL e FILT CGIL chiedono l'intervento dell'assessore Piemontese
Finora, nessun segnale di apertura, nessuna convocazione e nessuna volontà
di dialogo. Le Segreterie Territoriali di FAISA CISAL Foggia e FILT CGIL Foggia - Bat denunciano
pubblicamente il "totale disinteresse e la sciatteria istituzionale da parte del Comune di Foggia,
dell’Assessorato alle Partecipate e dei vertici aziendali di A.T.A.F. S.p.A.
Nessun ente ha ritenuto opportuno convocare ad oggi le scriventi organizzazioni sindacali per avviare un
confronto serio e risolutivo volto a scongiurare e far decadere lo sciopero di 24 ore già proclamato per
il prossimo 15 ottobre, un'azione di protesta che rischia di causare pesanti e inevitabili
ripercussioni e disagi a tutta la cittadinanza di Foggia".
IL 'MENEFREGHISMO'. Le sigle sindacali - si rimarca attraverso unanota stampa - hanno dimostrato grande senso di responsabilità e coerenza.
Già durante l'incontro tenutosi in Prefettura lo scorso 27 maggio 2026, FAISA CISAL e FILT CGIL non si
sono fatte incantare dalle rassicurazioni di facciata e dalle vane promesse della proprietà e della struttura
tecnica.
A distanza di mesi, i fatti ci hanno dato pienamente ragione: "Ad oggi non è stata accolta né è venuta
incontro a una sola delle legittime richieste avanzate dai lavoratori e dal sindacato.
Siamo di fronte a un atteggiamento di menefreghismo totale nei confronti di un servizio pubblico
essenziale e di chi lo garantisce ogni giorno tra mille difficoltà.
A questo punto, considerato il perdurante immobilismo delle istituzioni locali, le Segreterie di FAISA
CISAL e FILT CGIL chiedono pubblicamente un intervento forte e autorevole da parte dell'Assessore
Regionale ai Trasporti, Raffaele Piemontese, per porre la parola fine a questa situazione insostenibile
che si trascina ormai da troppo tempo".
LO SCIOPERO. "Si vuole ricordare a tutti gli interlocutori - conclude la nota - che l'arma dello sciopero è l'unico ed estremo grido di aiuto che
è rimasto ai lavoratori per far valere i propri diritti e difendere il futuro del trasporto pubblico urbano.
Una scelta sofferta, intrapresa con la piena consapevolezza che i lavoratori stessi ne pagheranno il prezzo
con la diretta perdita di salario nelle giornate di astensione dal lavoro.
Se le Istituzioni competenti intendono davvero evitare i disagi alla città, dimostrino nei fatti e con atti
concreti la volontà di riaprire un tavolo negoziale.
In caso contrario, lo sciopero di 24 ore del 15 ottobre 2026 rimarrà confermato in tutta la sua forza".