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"I personaggi" di Antonio Albanese: recensione semiseria dello spettacolo

Ieri sono stato per la prima volta al Teatro Giordano dopo la riapertura. Quando mi sono affacciato sul palco non avevo più fiato, mamma mia. No, mica per l'emozione. E' che la cognata che mi aveva dato il biglietto perché malaticcia mica mi aveva avvisato che per arrivare sul loggione bisognava salire 4 piani di corsa per accaparrarsi i posti migliori. Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, vecchiette ottantenni che salivano le scale tre alla volta, mariti che vedevano la moglie in difficoltà ma la lasciavano lì e continuavano a correre. Ormai è chiaro, il loggione ti rende disumano, peggio dell'ira o dell'invidia.

IL LAMPADARIO. Il Giordano è sempre bellissimo, per una volta a Foggia i lavori sono stati fatti bene. Ma la mia fiducia per le imprese foggiane non è stata comunque tale da permettermi di gustarmi la serata senza guardare ogni 30 secondi il grandissimo lampadario che c'è al centro del teatro per paura che cadesse. E non ero nemmeno sotto.

LO SMARTPHONE PURE A TEATRO. Antonio Albanese è un grandissimo. Avete presente quei cantanti che si dice che hanno una voce talmente bella che potrebbero cantare anche l'elenco telefonico? Beh, Albanese ha una mimica e una gestualità tale che potrebbe portare in scena anche la barzelletta del fantasma formaggino e riuscirebbe a tenere alta l'attenzione di tutti. Vabbè quasi tutti. Io capisco a Messa, dove qualcuno si annoia, capisco anche allo Stadio dove qualcuno controlla i risultati degli altri campi, ma mi spiegate che cosa scrive la gente sullo smartphone durante uno spettacolo teatrale? Mi chiedo se le tengono spento almeno quando trombano...

I TESTI. Ma torniamo allo spettacolo. Chi come me l'ha seguito prima su Cuore e poi su l'Amaca di Repubblica riconoscere lo stile di Michele Serra, coautore dello spettacolo. E' incredibile come Albanese riesca a cambiare faccia, espressione, voce e a volte sembra anche altezza ed età, semplicemente indossando una camicia diversa, un cappotto o un paio di occhiali.

I PERSONAGGI. Alcuni ci hanno accompagnati con gli anni, Alex Drastico ed Epifanio li conosciamo dal 1992 quando li vedemmo nella trasmissione “Su la testa!” di Paolo Rossi, in particolare Drastico raccontando il siciliano che andava a fare il mafioso a Milano ha anticipato i tempi. Il più divertente è stato Cetto Laqualunque, che qualche anno fa aveva iniziato forzando i toni sul sesso e corruzione ma, come confermato da Albanese, ormai dopo le evoluzioni recenti della politica è diventato praticamente un moderato.

FRENGO E STOP. L'ovazione è ovviamente arrivata quando c'è stato l'accenno al personaggio più atteso, quello di Frengo e Stop (guarda il video). Più che impersonarlo Albanese si è limitato a raccontare come è nato ai tempi di Mai Dire Gol, ma è bastato l'episodio della prima volta allo stadio allo Zaccheria, quello da cui è nato il tormentone di “ando stac' u stadie? Pigghia a cumblanare” per riportarci tutti agli anni di Zemanlandia. Inzò, meno male che mia cognata non stava bene, ho visto un gran bello spettacolo e mi sono risparmiato di vedere la partita dell'Inter... il prossimo spettacolo è di Ambra Angiolini, ma speriamo che per quella data si riprende... mia cognata non Ambra...

Sandro Simone

di Sandro Simone


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