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  • Pubblicata il: 16/09/2026 19:32:30

Prefettura, incontro sul ghetto di Borgo Mezzanone: in arrivo 60 milioni, ma se cambiassimo prospettiva?

L’intervento dell’attivista Emanuela Grilli

Nella mattinata del 16 settembre si è tenuta in Prefettura una riunione promossa dal Viceprefetto Vicario della Prefettura, dr. Vincenzo Lubrano, congiuntamente al Commissario Straordinario di Governo per il superamento degli insediamenti abusivi e contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, Giovanni Macioce. Scopo dell'incontro – al quale hanno preso parte anche i rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali – è stato illustrare strumenti, procedure e metodologie per il raggiungimento del citato obiettivo.

60 MILIONI. Lo stesso Macioce ha informato che, con decreto legge del 7 agosto 2026, n. 144, sono stati stanziati € 60.000.000 “da destinare – come si legge dal comunicato della Prefettura – alla realizzazione di alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali in agricoltura, una parte dei quali potrà essere utilizzata per la Regione Puglia”. Proprio su quest’ultimo punto, pertanto, è interessante l’intervento pubblicato sulle proprie pagine “social” dalla giovane dottoressa in architettura e attivista Emanuela Grilli, presente all’incontro in Prefettura e già sollecitata in passato dalle istituzioni cittadine a prendere parte a incontri sul tema.

EMERGENZA ESTIVA O INVERNALE. “Una domanda sorge spontanea – scrive l’attivista che dal 2021 frequenta il ghetto di Borgo Mezzanone e ne conosce le dinamiche – fino a quando continueremo a trattare il fenomeno della baraccopoli come una mera emergenza estiva o invernale, anziché come una questione strutturale di dignità e diritti?” A tal proposito, la Grilli sottolinea l’intervento – in linea con il suo pensiero – del sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, “il quale ha lanciato un monito chiaro: evitare categoricamente la creazione di nuovi ghetti istituzionali, seppur a 5 stelle".

PULIRE LA COSCIENZA. “Un'affermazione – continua Emanuela Grilli – che scuote la retorica dell'assistenzialismo di facciata e impone una riflessione profonda: creare distese di container sul cemento o costruire contenitori più moderni ma ugualmente isolati dal tessuto cittadino significa forse risolvere il problema, o serve solo a pulire la coscienza collettiva nascondendo la polvere sotto il tappeto? La risposta non può risiedere nella cancellazione autoritaria di ciò che esiste, né nell'imposizione di modelli calati dall'alto”.

RIBALTARE LA PROSPETTIVA. Circa l’insediamento di Borgo Mezzanone – che, sottolinea Grilli, è considerato l’insediamento informale più grande d’Europa – è forse opportuno “ribaltare completamente la prospettiva”. “Analizzando la città informale – verso cui la futura architetta in passato ha indirizzato anche i suoi studi di laurea – emerge con forza che La Pista non è solo un ammasso di disperazione, ma un luogo vivo, animato da relazioni, economie e solidarietà nate dal basso. Radere tutto al suolo per ricostruire altrove lo stesso vuoto sociale è un errore storico. La vera sfida è l'architettura incrementale: un processo flessibile, partecipato e modulare, in cui gli abitanti non sono trattati da semplici beneficiari passivi o numeri da gestire, ma da soggetti protagonisti del proprio futuro”.

NON SOLO UN TETTO. Un’integrazione, dunque, tra formale e informale, in grado di “progettare spazi che contemplino non solo un tetto, ma aree di socializzazione, servizi essenziali e percorsi di riscatto sociale che si aprano anche ai cittadini italiani. Perché finché penseremo che il superamento dei ghetti si ottenga rinchiudendo le persone in spazi standardizzati e lontani dagli occhi della città, continueremo a fallire. La transizione verso un modello abitativo umano e sostenibile – conclude l’attivista – non è un'utopia, è una scelta politica e culturale che non possiamo più rimandare”.

di Redazione