“Tempi presenti”, nove spettacoli per la stagione teatrale del Teatro della Polvere
Si intitola Tempi presenti la stagione teatrale 2026/2027 del Teatro della Polvere di Foggia. Nove appuntamenti, da ottobre a maggio, tra produzioni, spettacoli ospiti, nuova drammaturgia, classici e teatro per ragazzi.
IL TEMA. Il titolo indica una direzione precisa: guardare il tempo nel quale viviamo attraverso il teatro. La guerra e i meccanismi che la rendono possibile, la condizione della donna, il potere, le migrazioni, l’identità, la mafia, la responsabilità individuale, l’infanzia e il diritto alla libertà attraversano una stagione costruita intorno a linguaggi e punti di vista differenti.
DIECI ANNI. La nuova stagione coincide inoltre con i dieci anni dalla nascita del Teatro della Polvere a Foggia. Un anniversario che non vuole essere soltanto una celebrazione, ma l’occasione per proseguire un lavoro iniziato dieci anni fa: produrre teatro, ospitare artisti, formare nuovi pubblici e mantenere in città uno spazio indipendente dedicato alla produzione, alla ricerca e al teatro sociale e civile.
DIAMOCI LA PACE. Una parte della stagione si inserisce nel progetto “Diamoci la Pace. La via disarmante contro ogni forma di violenza”, presentato dall’Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti e risultato tra i progetti vincitori del bando “Contro ogni forma di violenza” di Fondazione Puglia. Il Teatro della Polvere partecipa al progetto come partner, affidando anche al linguaggio teatrale un percorso di riflessione su violenza, legalità, diritti e nuove generazioni.
BONGHI. “Dieci anni sono un tempo abbastanza lungo per guardarci indietro, ma soprattutto per capire dove vogliamo andare – dichiara Marianna Bonghi, presidente del Teatro della Polvere–. Tempi presenti nasce dal desiderio di continuare a fare del teatro un luogo in cui ciò che accade fuori possa entrare, essere raccontato e discusso. Abbiamo costruito una stagione molto diversa al suo interno, ma attraversata da una relazione precisa con il tempo che stiamo vivendo. Crediamo che oggi un teatro indipendente debba continuare a produrre, ospitare, creare occasioni di incontro e non smettere di fare domande”.
GLI SPETTACOLI DEL 2026. Ad aprire la stagione, il 16, 17 e 18 ottobre 2026, sarà La guerra spiegata ai poveri di Ennio Flaiano, con la regia di Mariangela Conte. Scritto nell’immediato dopoguerra, il testo utilizza il paradosso e il grottesco per mettere a nudo il linguaggio, le contraddizioni e le logiche attraverso cui il potere racconta e giustifica la guerra. Il 7 e 8 novembre arriva Era meglio la papaya, di e con Arianna Gambaccini, spettacolo che affronta con ironia stereotipi, ruoli e modelli legati alla condizione femminile. Il 27, 28 e 29 novembre sarà la volta de Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij, nell’adattamento e con la regia di Mimmo Padrone. Un racconto sulla solitudine dell’individuo, sul rapporto con gli altri e sulla possibilità, anche estrema, di cambiare il proprio sguardo sul mondo. Il 12 e 13 dicembre spazio ai più piccoli con Tre casette ispirato alla favola de I tre porcellini, spettacolo di teatro ragazzi di Irma Ciccone.
GLI SPETTACOLI DEL 2027. Il nuovo anno si apre il 29, 30 e 31 gennaio 2027 con La regina e gli insorti di Ugo Betti, nell’adattamento di Anna Laura d’Ecclesia e con la regia di Letizia Tiziana Massimo. Nel pieno di una rivoluzione, Argia, una donna ai margini, viene scambiata per la regina in fuga: un equivoco che diventa occasione per interrogarsi sul potere, sulla paura, sulla responsabilità e sulla possibilità di scegliere. Il 6 e 7 marzo torna il teatro dedicato alle famiglie con Dopo di poi, testo di Anna Valente, docente della scuola Gabelli-Foscolo di Foggia, e regia di Irma Ciccone. Un lavoro che mette in relazione il teatro con l’infanzia e con l’esperienza educativa, rafforzando il dialogo tra scena, scuola e nuove generazioni. Il 20 e 21 marzo sarà ospite del Teatro della Polvere Pouria Jashn Tirgan, attore e autore italo-iraniano, recentemente impegnato con la compagnia Archiviozeta, con In caos nato, spettacolo di cui è autore e interprete. Biografia, migrazione, identità, guerra e appartenenza si intrecciano in una scrittura che alterna racconto, poesia, ironia e teatro performativo. Il 16, 17 e 18 aprile torna in scena Nero Novembre, testo e regia di Marcello Strinati, una produzione che attraversa una pagina della storia civile foggiana e affronta il tema della responsabilità individuale di fronte alla violenza mafiosa. A chiudere la stagione, il 2 maggio, sarà Io cresco libero se posso giocare, con due repliche alle ore 18.00 e alle ore 21.00.
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