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Il Foggia riparte da Cangelosi: “Essere qui è la chiusura di un cerchio. Usciamo tutti insieme da questa situazione”

“Mister Cangelosi e mister Bucaro sono arrivati non per il passato ma per l’enorme competenza che hanno dimostrato. Quello che è stato fatto con Zemanlandia rimarrà un bellissimo libro di storia ma ora dobbiamo essere noi a scriverla”. Presenta così Gennaro Casillo il nuovo tecnico del Foggia, Vincenzo Cangelosi. Ma non è l’unica notizia della giornata: dal Tribunale di Bari è arrivato l’ok al closing quindi nei prossimi giorni sarà stipulato l’atto definitivo di vendita. 

IL MISTER. Per Cangelosi sei mesi di contratto, avvalendosi del collaboratore tecnico Gabriele Cangelosi e di Giovanni Buccaro come vice. “Il tempo è stato poco, molti giocatori li ho allenati. Il mio compito e’ ridare serenità, guarderemo di partita in partita - dice - se riusciremo a partire con risultati positivi e con l’aiuto del pubblico, sono convinto che sarà un solido punto di partenza. Non sono così preoccupato, a Perugia la situazione era simile, sto partendo da zero. In questo campionato tutti possono vincere contro tutti”. Contro il Picerno domani sera allo Zaccheria tornerà Brosco mentre D’Amico, Buttaro e Liguori (su cui non si prospettano tempi troppo lunghi) non saranno disponibili. “Per me sono tutte partite importanti, in 24 ore non posso cambiare molto ma ho cercato di lavorare sull’attenzione, quando ci si trova in una situazione di classifica così bisogna capire dove sta il pericolo senza leggerezze. Le partite nascono in un modo e poi possono cambiare, vanno lette - afferma il tecnico rossonero - il modulo? Essendo arrivato da 24 ore voglio fare meno danni possibili. Ho giocato con qualsiasi sistema, appena conoscerò meglio il gruppo troverò il giusto equilibrio. Il mercato? Non abbiamo parlato di svincolati, penso che la società abbia già fatto grossi sforzi. Poi vedremo”. Poi un messaggio ai tifosi: “Dopo l’acquisizione della nuova società, quando vedi 9mila persone che si presentano allo stadio non puoi dire nulla. La squadra è il traino per tutto il resto ma da queste situazioni si esce tutti insieme”. Per Cangelosi venire a Foggia non è una esperienza come le altre: “Per me rappresenta tutto, Foggia è la chiusura di un cerchio - afferma - venni qui per la prima volta nel 1981 e per me è una grande soddisfazione essere qui. In passato ci sono state situazioni in cui sono andato vicino, ci sono persone a cui sono legato e quando sono stato chiamato ho detto subito di sì perché mi sembrava giusto restituire alla proprietà e alla città quello che mi ha dato. Ho vissuto più qui che è a Palermo dove sono nato, mi auguro di raggiungere il risultato che ci aspettiamo. Zeman? L’ho sentito, era contento e mi ha detto che ora sono ‘fatti’ miei”. Il neo tecnico analizza poi come si può uscire dalla difficile situazione di classifica e guarda alla gara di domani: “A me interessa che i ragazzi giochino la partita con attenzione e con il giusto atteggiamento. Penso che giocheremo allo stesso modo inizialmente ma con delle variazioni che ritengo giuste. Io penso che il Foggia abbia tutte le chance per salvarsi. Il Picerno ha trovato una sua quadratura, con un’idea di gioco precisa e cerca di giocare le partite senza atteggiamenti passivi. Ci vorrà tanta applicazione perché hanno giocatori interessanti”. Infine un commento sul FVS: “Sapevamo che, essendo il primo anno, potevano esserci problemi. Io non tendo a usarlo molto perché crea ulteriori pressioni inutili. A Caserta se l’arbitro non vede la mano il rigore non lo darà mai. Penso che dal prossimo anno faranno delle correzioni”. 

LA SOCIETÀ. Casillo racconta poi come è nata la trattativa con il nuovo allenatore: “Mi ero già sentito con Cangelosi nei giorni precedenti, poi dopo Caserta abbiamo preso questa decisione e la nostra felicità è stata che il mister ha accettato subito la sfida - spiega Casillo - Pavone? E’ contrattualizzato con un’altra società, qualora dovesse risolvere può entrare a far parte anche come consulente. Musa sarà direttore fino a giugno. Abbiamo mantenuto l’equilibrio anche perché Barilari stava facendo bene, la nostra scelta era questa quindi abbiamo dato l’opportunità di migliorare la squadra. Io e De Vitto siamo un’unica cosa, l’atto verrà fatto nei prossimi giorni poi avremo l’organigramma. A chi dice che siamo antichi rispondo che siamo una famiglia e se dobbiamo andare in guerra ora sappiamo con chi andare. Quello che è successo a Caserta è grave, il Foggia deve essere rispettato e spero non accada più. Ora non è il momento di recriminare, focalizziamoci su di noi”.
Nicola Saracino

di Redazione 


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