Crisi al Comune, il PD chiede un cambio di passo su Servizi Sociali, PUG e Quartiere Ferrovia
“Foggia non è ferma. E non lo è grazie a un lavoro collettivo – scrive il gruppo consiliare del PD dopo l'assenza nella riunione di oggi - che, in questi poco più di due anni dalle elezioni del 27 ottobre 2023, ha prodotto risultati veri e riconoscibili. Foggia ha tutte le carte in mano, ma non le sta giocando per una partita all’altezza delle speranze e delle ambizioni intercettate dalle forze politiche e civiche che hanno accompagnato la rinascita dopo gli anni bui del commissariamento per mafia.
I SERVIZI SOCIALI. “Foggia oggi ha strumenti – prosegue la nota - , risorse e opportunità che non aveva da anni. E proprio per questo abbiamo il dovere di fare funzionare le cose nel modo migliore e di intervenire sulle cose che non stanno funzionando. I servizi sociali sono lontani dalle fragilità dei foggiani: in questi due anni non si è costruita una visione chiara e condivisa su come realizzare meccanismi sociali virtuosi, capaci di sostenere la città nelle sue debolezze più profonde. Sono ancora chiuse e senza prospettive strutture sociali importanti come il centro diurno per minori di via Frascolla o il Centro Palmisano, il quale ha conosciuto procedure con tempi biblici; altre funzionano meno di quanto potrebbero. Avere servizi meno vicini ai cittadini significa avere una città che affoga nei problemi che i foggiani affrontano ogni giorno: dal disagio giovanile alla solitudine degli anziani”.
IL PUG. “Le linee guida del nuovo Piano Urbanistico Generale – continuano dal gruppo consiliare - , approvate anche grazie a un lavoro politico serio del Partito Democratico, sono rimaste sostanzialmente lettera morta. E non si capisce perché. Quelle linee guida servivano – e servono – a una cosa molto semplice: elaborare regole chiare, rendere leggibili le scelte, evitare chiusure arbitrarie, aprire la città a nuovi interessi, a investimenti, a progettualità che oggi restano fuori o spente. Il PUG non è un esercizio teorico. È lo strumento che decide se e come si rigenera la città, se si interviene sul costruito invece di consumare suolo, se si attraggono risorse private accanto a quelle pubbliche. Tenerlo fermo significa tenere ferma l’ambizione della città”.
QUARTIERE FERROVIA. “Lo stesso vale – continua il PD - per l’area Stazione-Quartiere Ferrovia. Da mesi se ne parla come di un nodo strategico, ma il lavoro politico e sociale non decolla, soprattutto per un rapporto sbilanciato e troppo remissivo nei confronti di Ferrovie dello Stato. Foggia non può limitarsi ad aspettare. È una città capoluogo e deve esercitare un ruolo politico forte: sul nodo ferroviario, sui collegamenti con il Villaggio Artigiani, sui rioni Diaz e Martucci, sul rapporto con il Parco Campi Diomedei e l’università”.
IL CENTRO. “La riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele, via Oberdan e piazza Cesare Battisti – prosegue la nota - è un altro banco di prova decisivo. Insieme all’investimento sull’Anfiteatro Mediterraneo, è uno dei più importanti investimenti regionali sulla città, sostenuto con forza dal PD che ha messo il suo peso politico in Regione Puglia al servizio del capoluogo. Qui si misura esattamente ciò che il PD chiede: ambizione alta, qualità della progettazione, cantieri chiari, tempi certi, dialogo con commercianti, residenti, operatori culturali. Non solo opere, ma qualità urbana e vita quotidiana”.
IL SALICE E IL PALAZZETTO. “Sul Salice, invece, il silenzio è totale. Eppure – continuano dal Partito di Elly Schlein - parliamo di una vera porta urbana, di un’area che collega città e campagna, che avrebbe bisogno di infrastrutture, servizi, regole chiare. Il nulla non è neutralità: è una scelta che pesa. Così come pesa l’assenza di una visione chiara sul Palazzetto dello Sport, sugli impianti sportivi diffusi, sulla riqualificazione della Fiera. Lo sport non è un tema accessorio: è coesione sociale, presidio nei quartieri, diritto urbano, strumento potente di inclusione e qualità della vita. Tutti questi luoghi – il centro, la stazione, il Salice, la Fiera, un grande impianto sportivo multifunzionale al coperto, le borgate – non sono capitoli separati. Sono il cuore di una stessa domanda politica: Foggia vuole limitarsi a gestire o vuole diventare più ambiziosa, più bella, più riconoscibile? Il Partito Democratico sceglie di porre questa domanda ora, a metà mandato, perché è il momento giusto per farlo. Coinvolgendo uno per uno i consiglieri comunali che sono, insieme, portavoce positiva e critica nel rapporto tra cittadini e amministrazione. Non per fermare l’amministrazione, ma per rafforzarla, renderla più aperta, più coraggiosa, più collettiva. Governare Foggia – conclude il PD - non significa decidere da soli. Significa mettere in comune responsabilità, visione e scelte, perché ogni strada, ogni piazza, ogni quartiere torni a sentire che qualcuno se ne sta occupando davvero.”
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