Aree dog, l'attacco di Forza Italia: "Anche i cani subiscono lo stato di abbandono della città"
La nota di Pasquale Rignanese
Il segretario cittadino di Forza Italia e consigliere comunale, Pasquale Rignanese, unitamente ai componenti della Segreteria cittadina, solleva una ferma denuncia riguardo lo stato di abbandono e la totale assenza di manutenzione delle aree dog presenti in città.
Il simbolo di questa incuria è l’area situata nei pressi di Parco San Felice, precisamente in Via Carlo Baffi, dove la situazione ha superato i limiti della decenza e della sicurezza.
“È inaccettabile che uno spazio dedicato ai cittadini e ai loro animali sia ridotto in queste condizioni. Le barriere perimetrali in via Carlo Baffi sono completamente distrutte, rendendo l’area inutile se non pericolosa. Senza recinzioni sicure, i cani rischiano di scappare verso la strada, mettendo a repentaglio la propria vita e la sicurezza degli automobilisti. A questo si aggiunge un’erba altissima che non viene sfalciata da mesi”, sottolinea Pasquale Rignanese.
La Segreteria cittadina sottolinea come la mancanza di manutenzione non sia solo una questione estetica, ma riguardi direttamente la salute pubblica e deli animali. L’erba alta e incolta è infatti il ricettacolo ideale per parassiti, zecche e forasacchi, che rappresentano una minaccia concreta per i cani che frequentano l’area.
“Non servono grandi investimenti, ma una programmazione ordinaria che questa amministrazione di centrosinistra sembra aver del tutto smarrito. Riceviamo quotidianamente lamentele dai proprietari di cani che, pur pagando le tasse, non possono usufruire di spazi dignitosi. Chiediamo un intervento immediato di ripristino delle recinzioni e una pulizia straordinaria di tutte le aree dog della città”.
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell'autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poichè è "impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori". Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile.Riproduzione Riservata.