Le storie delle vittime del progetto “La Puglia Non Tratta” diventano preghiera per la Via Crucis di San Giovanni Rotondo. «È anche qui nel nostro Gargano che le donne diventano schiave. Qui tra noi, nei ghetti e negli insediamenti informali, sulle strade e dentro le case, nella terra dove la civiltà arretra, qui le donne sono private della libertà, della sicurezza, costrette ai margini, invisibili all'umanità». Inizia così la meditazione della VIII Stazione della Via Crucis promessa dalla Comunità Laudato Si' San Giovanni Rotondo, alla presenza di padre Franco Moscone, arcivescovo della diocesi Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, che si è svolta ieri sera presso la Via Crucis monumentale di Monte Castellana.
IL TEMA . Il titolo scelto quest'anno è “Le ferite del Gargano”, con l'idea di focalizzare l'attenzione sulle principali criticità del nostro Promontorio, nell'ottica dell'ecologia integrale. Nella VIII Stazione Gesù incontra le donne di Gerusalemme. La riflessione invita a spezzare la logica della violenza, dello sfruttamento, dell'egoismo. Di qui, la meditazione a cura di Roberto Lavanna, coordinatore per Medtraining del progetto “La Puglia non tratta”. «Il loro pianto nasce dal dolore profondo, non è solo disperazione ma è un grido silenzioso che chiede giustizia, riscatto, speranza in futuro, è il pianto di coloro a cui è stata tolta la dignità ma che chiedono mani che liberano, parole che difendono, sguardi che prevedono».
IL PROGETTO . Nell'ambito del progetto “La Puglia Non Tratta”, dunque, le operatrici di Medtraining dell'unità mobile di strada “Via del Campo” sono impegnate nell'area territoriale della Capitanata – che comprende Monti Dauni, Tavoliere delle Puglie e promontorio del Gargano – per orientare, accogliere e sostenere le persone vittime di tratta e sfruttare ed offrire adeguate condizioni di alloggio, vitto, assistenza, protezione ed integrazione socio-lavorativa.
Emiliano Moccia