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#Satira Cronaca semi-seria del comizio di Salvini a Foggia. Da Landella al processo, dalle notti magiche al grande Real

Satira Salvini Foggia
Sono andato a sentire Salvini. Quando l'ho detto a mia moglie non ci credeva, pensava fosse una scusa per andare dalla commara. Nel dubbio mi ha detto di portarmi il bambino. No scherzi a parte, ci sono andato per curiosità e per scriverci un articolo come questo. Ho messo la mascherina più grande che avevo. No, non era solo per il Covid-19, era proprio per non farmi riconoscere. In pratica si vedevano solo gli occhi e la pelata.

LA CONTESTAZIONE. Il direttore mi aveva chiesto di fare qualche foto. Così mi sono messo a fare un po' di scatti in giro. Un poliziotto mi ha visto e chiesto: “Lei è un giornalista?”. Gli ho risposto “E secondo lei ho la faccia di uno che è venuto qua a battere le mani alle proposte economico-programmatiche di Salvini?”. Evidentemente non avevo nemmeno la faccia del giornalista perchè ha voluto vedere il tesserino. E tenev arraggion pur iss.

LANDELLA. Prima di Salvini hanno parlato Cusmai e Altieri, poi è toccato a Landella. E' tornato per l'ennesima volta sul suo passaggio da Forza Italia alla Lega dicendo che non porta rancore. Avete presente quelli che dicono che ormai alla ex non ci pensano più e poi continuano a citarla ogni 5 minuti? Ecco, secondo me il sindaco sta facendo più o meno così. Che poi in dieci giorni ha annunciato prima di essere entrato nella Lega e poi nella Lega Pro. Se si compra una barca e di iscrive alla Lega Navale fa il triplete e vince una mountain bike col cambio Shimano...

AD AVERCENE. Poi è arrivato Salvini, ha rigraziato Landella per il buongoverno e ha detto testualmente: “Ad avercene in Italia di sindaci come lui”. Secondo me ha ragione. No, dico seriamente. Matteo, secondo me Landella merita ben altro, dagli un incarico regionale a Bari, o nazionale a Roma, o europeo a Bruxelles. Se poi si libera qualche posto va bene anche all'ONU a New York. Inzò più lontano va meglio è, così insegna agli altri il buongoverno. Noi qua vediamo di arrangiarci...

IL PROCESSO. Il “capitano” ha parlato una ventina di minuti. Nemmeno un accenno a Fitto, come se non fosse un suo candidato. Vabbè fatti suoi. Per il resto soliti discorsi sull'immigrazione. Ad un certo punto ha accennato al processo che subirà a Catania dicendo che, alla prima udienza, quando il giudice gli chiederà se si dichiara colpevole o innocente risponderà colpevole. Se avesse visto qualche “un giorno in pretura” in più saprebbe che in Italia quella domanda non si fa, è roba da film americani. Eppure qualche amico imputato lo dovrebbe avere...

LE CANZONI. In questi incontri è tutto studiato. Dai colori agli slogan. Sinceramente avrei però qualcosa da dire sulla colonna sonora. Quando Salvini ha finito di parlare è partita “notti magiche” di Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Io mo non lo so in Padania per chi tifavano loro all'epoca, ma qui da noi è la colonna sonora di una mondiale che abbiamo perso. Poi è toccato a “gli anni del grande Real”. Senti a me Salvì, se vuoi mettere una canzone di calcio a Foggia è meglio “nel cuore della curva sud”...

di Sandro Simone


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