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“Abitare le Relazioni”, fare sociale oltre (e durante) il Covid: arriva “Festa Insieme”

Masseria “Domenico Siniscalco” apre i battenti

Avrebbe potuto arrestare il lavoro di un progetto che, da maggio 2019, in Capitanata ha dato soluzioni abitative, lavorative e sociali a centinaia di italiani e stranieri. Ma non è stato così. L’emergenza sanitaria ha investito anche Abitare le Relazioni, allertando l’operato di professionisti, volontari e ospiti, ma senza intaccarne l’efficacia: è quanto emerso nel corso della riunione di giugno, la prima dopo il lockdown.

SOCIALE, IPEZ E NZIM. Quanto basta per celebrare il primo ritorno alla normalità: sabato 20 giugno, infatti, dalle ore 19, la masseria “Domenico Siniscalco” di Foggia (via Manfredonia km 3,3), recentemente ristrutturata, apre i battenti per una serata intitolata Festa Insieme, promossa dall’associazione Udico: un incontro di progettualità per raccontare il lavoro di chi è coinvolto sia in Abitare le Relazioni che nel progetto Siamo la Comunità, quest’ultimo versato nella valorizzazione di prodotti a Km 0. Per l’occasione, pertanto, si parlerà anche di Ipez e Nzim: due realtà giovani e nuove in cui si ritrovano i due progetti, entrambe con sede a Masseria “Domenico Siniscalco”.

L’ATTIVITA’ DURANTE IL COVID.
Quanto ai numeri prodotti da Abitare le Relazioni anche durante l’emergenza Covid-19, va precisato che sono ben 126 le persone accompagnate nella ricerca di un tetto, oltre che nel percorso di reinserimento sociale e lavorativo (seguite a distanza durante le settimane più restrittive). A questi, si aggiungano i dati complessivi di accoglienza diretta nelle strutture, pari a 38 unità, tra persone letteralmente tolte dalla strada e famiglie impegnate nell’opera di ricostruzione e rilancio umano. Senza dimenticare l’attivazione dei primi corsi di orientamento al lavoro e tirocini lanciati prima del lockdown, frutto del sodalizio guidato dalla Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus insieme con Comunità sulla strada di Emmaus, SMILE, Mestieri Puglia e Consorzio Aranea, grazie al finanziamento di Fondazione con il Sud.

L’EMERGENZA DELL’INFERMIERA POSITIVA. Un progetto di coabitazione e condivisione di spazi che, per sua natura, avrebbe potuto avere un esito ben più problematico in un periodo come quello appena trascorso. Tanto nelle masserie interessate quanto negli appartamenti nel centro abitato di Foggia, invece, l’organizzazione della quotidianità è stata puntuale e sicura. Solo nell’abitazione di via delle Grazie il progetto ha dovuto gestire un caso di positività da Covid-19: a essere colpita un’infermiera impiegata in una casa di riposo la quale, al momento dell’emersione dei sintomi, ha deciso di intraprendere immediatamente un periodo di quarantena forzata, prima ancora di avere il riscontro epidemiologico. Una situazione che ha portato anche le altre tre coinquiline di via delle Grazie a trasferirsi presso le abitazioni in cui erano impiegate come colf o badanti, nel pieno consenso delle famiglie raggiunte le quali, in piena sicurezza e solidarietà, le hanno accolte per tutto il periodo della quarantena.

OLIVER, BLOCCATO IN FRANCIA. A parte ciò, il Covid-19 è intervenuto nelle vite degli ospiti del progetto soltanto in un secondo caso, ma in via indiretta, quando ha bloccato in Francia un inquilino di Masseria Anna Ceci, di fatto separandolo da moglie e figlio. Arrivato oltralpe in febbraio, a causa del blocco delle frontiere Oliver è rimasto in Francia dove però, grazie alla riapertura, è riuscito a trovare lavoro presso un’azienda di trasformazione alimentare: presto, beneficiando della residenza in masseria, la sua famiglia otterrà il rinnovo della carta di permesso e potrà raggiungerlo per iniziare una nuova vita.

di Redazione 


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