Agli arresti domiciliari il giovane che aveva perseguitato Arianna Petti con fake porn
Nella mattina di oggi, 13 febbraio, la Polizia di Stato di Foggia (Squadra Mobile) ha eseguito l’ordinanza di arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale di Foggia nei confronti di un 19enne nei cui riguardi sono emersi gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione del reato di atti persecutori nei confronti di Arianna Petti.
LA DENUNCIA. La vicenda, già balzata agli onori della cronaca, trae origine dalla querela presentata il 31 luglio 2025 da una giovane donna che, a partire dal precedente mese di giugno, aveva rinvenuto, dinanzi all’Istituto Scolastico “Lanza” di Foggia, alcune immagini che mostravano il suo volto sovrapposto alle parti intime di un’altra donna, accompagnate da frasi volgari e diffamatorie.
LE INDAGINI. A partire da quel momento le indagini degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Foggia, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono iniziate e proseguite senza soluzione di continuità. Dall’ascolto della vittima, molto provata dalla vicenda, si è potuto appurare come la stessa si fosse particolarmente preoccupata allorché, a partire dal mese di luglio 2025, le fotografie che la ritraevano iniziavano ad apparire in diverse zone della città. A seguito di una complessa e delicata fase di ascolto della parte offesa, delle persone a lei vicine e di quelle che avevano visto le immagini artefatte della donna, le investigazioni si sono concentrate su di un giovane, coetaneo della vittima, che fino a poco prima aveva intrattenuto una lunga relazione di amicizia con la ragazza, poi conclusasi per divergenze caratteriali.
IL SOSPETTATO. Il giovane, infatti, è stato indicato dalla vittima come una delle persone in possesso di sue foto che, dagli accertamenti effettuati, si sono rivelate del tutto compatibili con quelle utilizzate per confezionare i “montaggi” diffusi ed affissi nei pressi di alcuni Istituti Scolastici di Foggia. Alla luce di quanto emerso nella fase iniziale delle indagini, si è reso necessario ricercare e acquisire ulteriori e più solidi elementi di riscontro che sono venuti in rilievo grazie amirate attività di perquisizione - disposte dalla Procura della Repubblica di Foggia nei confronti del giovane ed eseguite dagli investigatori della Squadra Mobile - all’esito delle quali si è provveduto al sequestro di alcuni dispositivi informatici in uso al ragazzo sui quali sono state poi effettuate articolate analisi tecniche.
GLI INDIZI. Ulteriormente significativo è stato il rinvenimento nella disponibilità dell’indagato - in particolare sui dispositivi informatici analizzati - di una foto artefatta, recante una didascalia il tutto esattamente corrispondente a foto e didascalia affisse sulle pareti dell’Istituto Scolastico “Lanza”. Questo dato ha consentito di raccogliere ulteriori indizi nei riguardi del giovane anche se la circostanza che ha permesso di addivenire a una svolta nelle indagini è stato il rinvenimento di alcune conversazioni intrattenute dal diciannovenne con il sistema di intelligenza artificiale “ChatGPT”; dall’analisi informatica dei dispositivi, infatti, si è potuto appurare come l’indagato avesse chiesto all’intelligenza artificiale di formulare alcune frasi ridicolizzanti, “…che possano destare scalpore tra gli adolescenti e che siano ridicole per la vittima… ” da utilizzare come sottotitoli a fotografie ritraenti altre persone.
L'ARRESTO. L’approfondimento investigativo effettuato su tali conversazioni - intercorse tra l’indagato e i sistemi di intelligenza artificiale - ha fatto in modo che il disegno criminoso orchestrato dal giovane fosse disvelato nella sua interezza e ha, quindi, permesso di raccogliere gravi indizi di reità nei riguardi del diciannovenne per i fatti sopra narrati. Infine, la consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero ha consentito di evidenziare come l’indagato fosse riuscito ad effettuare una parziale cancellazione di dati ed avesse continuato ad utilizzare l’intelligenza artificiale per farsi suggerire accorgimenti da utilizzare per eludere le investigazioni. All’esito dell’attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile, in base al solido quadro indiziario delineatosi, il GIP presso il Tribunale di Foggia, su richiesta del Pubblico Ministero, ha emesso l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari nei riguardi del ragazzo, oggi eseguita dalla Polizia di Stato.
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