L'arte e il cuore di Giuseppe Carbonara in mostra all'Ordine degli Architetti
Giuseppe Carbonara non era solo uno stimato architetto dell'Acquedotto Pugliese, ma un uomo che riusciva a trasmettere le sue emozioni attraverso i colori. Dopo la sua triste scomparsa a 63 anni, avvenuta improvvisamente lo scorso novembre, il suo talento torna protagonista in una mostra dedicata proprio a quel lato artistico che amava tanto condividere con gli altri. Fino a giovedì, 7 maggio, la sede dell'Ordine degli Architetti di Foggia ospita una mostra che è molto più di una semplice esposizione postuma. È un diario visivo curato con amore dal figlio, Gian Marco Carbonara, che restituisce alla città l'integrità di un uomo capace di unire il dovere professionale alla scintilla creativa.
L'ARTE COME NECESSITà. Stimato architetto presso l'Acquedotto Pugliese, Giuseppe Carbonara non ha mai considerato il disegno tecnico come un limite, ma come una base su cui innestare visioni luminose. Per lui, dipingere non era un semplice hobby, ma una necessità biologica per dare forma a sentimenti che altrimenti sarebbero rimasti inespressi. Come recita il manifesto della mostra, le sue erano "linee che non sorreggono palazzi, ma nascono per contenere sogni".
UN'EREDITA' DI LUCE. Entrare oggi in quegli spazi espositivi significa immergersi in una "visione luminosa" che il malore fatale di novembre non è riuscito a spegnere. E' l'occasione per incrociare quello sguardo, fatto di colori vibranti e tratti gentili, capace di trasformare la competenza tecnica in poesia visiva. C'è tmpo fino a giovedì 7 maggio per lasciarsi attraversare dai suoi colori. La mostra chiuderà ma il messaggio che lascia è definitivo: la vera arte non si possiede, si condivide. E la bellezza che Giuseppe Carbonara ha generato resta ora un patrimonio comune, protetto dall'affetto dei suoi cari e dalla stima dei suoi colleghi. (Cinzia Rizzetti)
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