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Un’aula scolastica nuova per i migranti richiedenti asilo: a “Casa di Abraham e Sarah” il restyling è IKEA

La donazione alla Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus

«Accogliere ragazzi che arrivano in Italia lasciandosi alle spalle le proprie vite richiede grande sensibilità, impegno e dedizione, e ciò che fate è davvero ammirevole. Siamo orgogliosi, nel nostro piccolo, di aver contribuito in qualche modo a rendere un poco migliore la loro esperienza nel nostro Paese».

COLLABORAZIONE SOLIDALE. È il messaggio di Piera Carapellucci, Sustainability Specialist di IKEA San Giovanni Teatino, inviato alla direzione della Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus, a sugello di un’importante e solidale collaborazione che si è conclusa con la visita dello scorso 22 giugno presso La Casa di Abraham e Sarah, struttura della Fondazione dedita all’accoglienza di cittadini extracomunitari richiedenti asilo.

IL RESTYLING. Grazie alla nota multinazionale svedese, infatti, l’aula didattica del centro per migranti è stata interessata da uno straordinario lavoro di restyling: banchi, armadi, librerie, cattedre, sedie e altri complementi d’arredo nuovissimi, a sostituzione e integrazione dei precedenti. E, soprattutto, a disposizione dei tanti ragazzi ospiti nelle strutture di accoglienza della Fondazione.

IKEA. La donazione, nello specifico, rientra nei progetti sociali del negozio di IKEA San Giovanni Teatino e fa seguito al primissimo contatto avvenuto lo scorso 3 aprile, nel quale l’azienda stava valutando eventuali iniziative di supporto nei confronti di realtà sociali presenti sul territorio di Capitanata. Il restyling dell’ampio spazio adibito ad aula scolastica e, all’occorrenza, luogo di socializzazione di Casa di Abraham e Sarah, pertanto, rappresenta un aiuto davvero prezioso per il sodalizio della Fondazione, in considerazione dei tanti corsi di formazione che annualmente sono organizzati, da quelli di lingua italiana ai corsi di avviamento alle varie professioni.

UNA REALTA’ VIRTUOSA. «È stato davvero prezioso per noi poter vedere da vicino una realtà così virtuosa – ha concluso la co-worker di IKEA, Piera Carapellucci, al termine della visita – fatta di persone appassionate e profondamente coinvolte in una ‘missione’ tutt’altro che semplice».

INCLUSIONE E MIGRANTI. Soddisfatto anche Antonio De Maso, direttore della Fondazione, nonché responsabile della struttura di accoglienza che ha colto l’opportunità per attivare uno spazio multifunzionale dove i migranti potranno migliorare le proprie conoscenze civico-linguistiche, oltre che svolgere altre attività collettive. «Per noi – ha dichiarato – la conoscenza della lingua italiana resta uno degli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione delle persone migranti. Può sembrare un’affermazione scontata, ma conoscere la lingua del Paese in cui si vive significa poter costruire relazioni, superare le barriere dell’incomprensione, rendere possibile il dialogo e accedere con maggiore autonomia ai servizi pubblici. In altre parole – conclude De Maso – significa contribuire a una convivenza più inclusiva e migliorare la qualità della vita dell’intera comunità».

di Redazione 


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