Tra, fra i migranti… perché i confini più difficili sono quelli del cuore
Dal 17 al 27 agosto, Borgo Mezzanone ospiterà "Noi… tra, fra i migranti", un campo di servizio e formazione rivolto ai maggiorenni che desiderano vivere un'esperienza concreta di incontro, ascolto e condivisione. Non si tratta di "andare ad aiutare qualcuno", ma di lasciarsi cambiare dall'incontro con persone che spesso conosciamo solo attraverso titoli di giornale o dibattiti televisivi. Per dieci giorni si camminerà insieme, si ascolteranno storie, si presterà servizio e si proverà a guardare il fenomeno delle migrazioni con occhi nuovi, mettendo al centro le persone prima delle etichette.
UN LUOGO. Borgo Mezzanone, nelle campagne tra Foggia e Manfredonia, è diventato negli anni uno dei simboli più complessi delle migrazioni in Italia. Accanto all' ex CARA, ora in fase di riconversione strutturale, è cresciuto un grande insediamento informale dove vivono migliaia di lavoratori migranti, molti dei quali impegnati nei campi agricoli della Capitanata. È un luogo segnato da precarietà, sfruttamento e assenza di servizi essenziali, ma ridurlo a una "baraccopoli" sarebbe un errore. Borgo Mezzanone è anche un luogo di relazioni, di resilienza, di comunità che si costruiscono ogni giorno nonostante le difficoltà. Dietro ogni baracca c'è una storia, dietro ogni volto un viaggio, dietro ogni sorriso la volontà di continuare a sperare.
UNA SCELTA. Forse il titolo del campo dovrebbe essere completato così: "Noi… tra, fra i migranti. E magari un po' meno tra i pregiudizi". Perché esperienze come questa non promettono risposte facili, ma offrono qualcosa di più prezioso: la possibilità di conoscere davvero. E quando si conosce una persona, è molto più difficile ridurla a un numero, a una notizia o a uno slogan. Borgo Mezzanone, con tutte le sue contraddizioni, ricorda che la dignità umana non dipende dal luogo in cui si vive, ma dallo sguardo con cui scegliamo di incontrare l'altro.
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