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Giornata nazionale per la dignità delle persone private della libertà, carcere di Foggia gravemente sovraffollato

Stamattina una delegazione dell'Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione ha visitato la Casa Circondariale di Foggia, nell'ambito della mobilitazione nazionale che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia.

I PARTECIPANTI. Alla visita hanno partecipato Pasquale Prencipe, ricercatore dell’Associazione Antigone e coordinatore della delegazione, Giulio De Santis assessore alla legalità del Comune di Foggia, Daniela Marcone vicepresidente nazionale di Libera, l’avvocato Michele Vaira componente del Direttivo dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino, il segretario del Vescovo Fernando Josè Escobar Nolasco, Emilio Liberatore dell’Unione Camere Penali di Capitanata, il professore Claudio Sottile, l’avv. Marcello Oreste Di Giuseppe dell’Associazione Penalisti Italiani ed altri esponenti delle citate organizzazioni.

L’INCONTRO IN CARCERE. La delegazione ha incontrato la Direzione, il Comandante dell’Istituto, gli educatori, e ha potuto visitare varie sezioni dei reparti del nuovo e del vecchio Padiglione, e la sezione femminile. Dalla visita è emerso un quadro caratterizzato da un grave sovraffollamento, da una altrettanto allarmante carenza di personale e da varie criticità afferenti l’area sanitaria dell’Istituto. 

LE PROBLEMATICHE. In particolare, la delegazione ha riscontrato:
●    dati sul sovraffollamento, sulla capienza e mancanza personale: a fronte di una capienza di 302 posti, esclusi i posti non disponibili, ad oggi sono presenti 665 detenuti, con un sovraffollamento superiore al 220%; su 7 educatori previsti erano presenti 6 educatori, ed ogni educatore segue circa 110 detenuti; su 244 componenti della Polizia penitenziaria erano presenti 228 operativi.
●    condizioni materiali delle celle e degli spazi comuni - Tutte le celle visitate erano sovraffollate, in alcune vi erano letti a castello fino a 3 posti, lo spazio era in ognuna estremamente ridotto;
●    Criticità sanitarie – A causa del numero elevato di detenuti e della carenza di personale sanitario e soprattutto di specialisti, risulta gravemente compresso il diritto alla salute di ogni detenuto;
●    Situazione delle attività lavorative, scolastiche e trattamentali –Grazie all’impegno della Direzione e dell’area trattamentale sono numerose le attività formative e trattamentale, tuttavia il periodo estivo come ogni istituto ne riduce drasticamente il numero.

LA COSTITUZIONE. Particolare attenzione desta il grave sovraffollamento, che evidenzia ancora una volta le difficoltà strutturali che attraversano il sistema penitenziario italiano. L'articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona:visitare gli istituti penitenziari significa verificare concretamente quanto questi principi trovino effettiva applicazione nella vita quotidiana delle persone detenute e di chi lavora negli istituti.

LA GIORNATA NAZIONALE. La visita presso il carcere di Foggia si inserisce in una giornata nazionale che ha visto le associazioni dell'Alleanza entrare contemporaneamente in numerose carceri italiane per richiamare l'attenzione pubblica sulle condizioni di detenzione e sulla necessità di politiche orientate alla dignità della persona, alla riduzione del sovraffollamento e al reinserimento sociale.

IL BANDO PER IL GARANTE. Al termine della visita, la delegazione – che ritiene prioritario rafforzare il collegamento con il territorio, perché anche il carcere è parte della città di Foggia – ha incontrato i giornalisti locali. Per tutti hanno parlato Pasquale Prencipe, che ha illustrato la gravità della situazione riscontrata, e l’assessore Giulio De Santis, che ha invitato gli interessati a partecipare al bando pubblico per individuare la figura del Garante locale delle Persone Detenute o Private della libertà personale, “approvata dal Consiglio comunale e che per noi riveste un’importanza fondamentale per conoscere ed affrontare criticità che compromettono la funzione rieducativa del cercare e ledono gravemente la dignità della persona e l’umanità complessiva di un contesto segnato da un drammatico sovraffollamento”.

di Redazione 


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