Stampa questa pagina

Castelluccio Valmaggiore, il Museo Valle del Celone riapre con nuove tecnologie e strumenti

Ieri sera a Castelluccio Valmaggiore è stato riaperto il Museo Valle del Celone. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Lino Marchese, gli assessori regionali Marina Leuzzi e Raffaele Piemontese e il direttore della struttura museale Pasquale Bloise. Alla cerimonia, oltre a numerosi cittadini c'erano anche i sindaci dei 29 comuni delle aree interne. 

IL MUSEO. Il Comune di Castelluccio Valmaggiore, insieme ai partner che hanno contribuito alla realizzazione del progetto – Mira APS, Innovation Data Scs e Tecnoworks Scs – ha scelto di rilanciare il Museo Valle del Celone trasformandolo sempre più in un presidio culturale ed educativo al servizio dell’intero territorio. Gli interventi hanno riguardato il miglioramento degli accessi, il nuovo allestimento, il laboratorio didattico, la sistemazione degli spazi esterni, la realizzazione di un percorso tattile, l’aula immersiva e nuove attrezzature. Il nuovo Museo utilizza tecnologie e strumenti pensati per consentire a pubblici diversi di condividere la stessa esperienza: percorsi multisensoriali, comunicazione facilitata, supporti tattili, Braille, LIS, QR code, Audio guide, videomapping, strumenti digitali e soluzioni concepite anche per bambini e persone con disabilità. 

LA DIDATTICA. Particolarmente importante è il nuovo ruolo attribuito alla didattica. Uno degli elementi più originali del nuovo Museo nasce da un’intuizione dell’esperta Luciana Stella, naturalista e professionista della didattica museale e della divulgazione scientifica. L’aula didattica è stata immaginata non come uno spazio statico, ma come un ambiente capace di trasformarsi. Al centro ci sono quattro grandi “armadi del making”, ciascuno dedicato a un differente mondo della conoscenza: Storia, Spazio, Acqua e Biodiversità.

I FONDI. Il progetto è stato realizzato nell’ambito del PNRR – Missione 1, Componente 3, Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”.

di Sandro Simone


 COMMENTI
  •  reload