“In Capitanata la Ciclovia Adriatica è ancora incompleta”, la denuncia dei Cicloamici Foggia
L'associazione Cicloamici Foggia, aderente alla FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, torna a richiamare l'attenzione sulle criticità della Ciclovia Adriatica (BI6) nel tratto della provincia di Foggia, dopo aver verificato sul campo lo stato dell'infrastruttura in seguito all'annuncio della consegna degli 88 chilometri di percorso diffuso dalla Provincia.
LA CICLOVIA. Da anni l'associazione segue l'iter di realizzazione della ciclovia nazionale che, una volta completata, consentirà di pedalare da Chioggia a Santa Maria di Leuca lungo percorsi ciclabili o strade a basso traffico veicolare, rappresentando uno dei principali itinerari del cicloturismo italiano.
IL TRACCIATO. Sin dalla fase progettuale, Cicloamici Foggia si è impegnata affinché il tracciato seguisse la costa garganica, ricca di servizi, strutture ricettive e attrattori culturali. La scelta finale, invece, complice anche il silenzio di Regione Puglia, Provincia di Foggia e Parco del Gargano, è stata quella di abbandonare la costa all'altezza di Lesina per attraversare l'altopiano pedegarganico fino a Zapponeta. Una soluzione che l'associazione ha sempre ritenuto fortemente penalizzante. Nei circa 70 chilometri compresi tra Apricena e il Golfo di Manfredonia, infatti, mancano non solo luoghi di interesse turistico e culturale, ma anche servizi essenziali per i cicloviaggiatori: punti di ristoro, approvvigionamento di acqua e cibo, strutture ricettive e assistenza in caso di emergenza o guasti meccanici. Un tratto che rischia di trasformarsi in una vera e propria "traversata nel deserto" e che non apporterà alcun beneficio economico al territorio. I cicloviaggiatori più audaci cercheranno di affrontare l’intero tratto in un sol giorno, con adeguate scorte di acqua e cibo, quelli più prudenti prenderanno il treno, con bici al seguito, a Termoli per lasciarlo a Barletta.
IL NODO IRRISOLTO DELLA SS89. Tra le principali criticità evidenziate fin dall'inizio vi era l'attraversamento della SS89 Foggia-Manfredonia, una delle arterie più pericolose della provincia e purtroppo spesso teatro di gravi incidenti. Il progetto prevedeva un attraversamento in sicurezza in prossimità del torrente Candelaro, subordinato però alla realizzazione di opere da parte di ANAS che, ad oggi, non sono mai state eseguite. Nel frattempo la Provincia di Foggia ha completato circa 59 chilometri di ciclovia a monte della statale e soltanto 6 chilometri sul lato opposto, insufficienti per raggiungere la costa sipontina. A confermare la criticità della SS89, l'annuncio, risalente al giugno 2026, di una variante progettuale del valore di 2,3 milioni di euro che dovrebbe spostare il tracciato verso Foggia per sfruttare il ponte della SP74. Se confermata tale modifica, che attualmente appare l’unica praticabile, renderebbe di fatto inutilizzati e quindi destinati alla dismissione i sei chilometri già realizzati in prossimità del Candelaro, quattro dei quali costruiti su sede propria.
LA VERIFICA SUL CAMPO. Per questo motivo, quando a fine luglio il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti ha annunciato con un video la consegna degli 88 chilometri della Ciclovia Adriatica, i volontari di Cicloamici Foggia hanno accolto con soddisfazione la notizia, confidando che fosse stato finalmente risolto il problema dell'attraversamento della SS89 e che il percorso fosse ormai continuo da Lesina a Zapponeta. Anche in considerazione della rilevanza nazionale che la notizia aveva assunto e delle numerose richieste di mappe e informazioni ricevute da cicloviaggiatori italiani e stranieri, l'associazione ha deciso di percorrere integralmente il tracciato partendo da Lesina. SENZA SERVIZI. Durante il sopralluogo è stato verificato che, superati alcuni cancelli rurali comunque apribili senza impedire il passaggio delle biciclette, il percorso attraversa decine di chilometri completamente privi di servizi. La scoperta più preoccupante è arrivata però all'altezza della SS89: la ciclovia termina improvvisamente sul ciglio della statale senza alcuna indicazione che segnali l'incompletezza dell'infrastruttura o suggerisca un itinerario alternativo.
I RISCHI. Chi percorre la Ciclovia Adriatica, seguendo la segnaletica oggi installata, è naturalmente portato a ritenere di dover attraversare, con grande pericolo, la SS89 per riprendere il percorso sul lato opposto. In realtà ciò non è possibile. I sei chilometri realizzati oltre la statale sono infatti raggiungibili soltanto superando il guardrail e attraversando terreni agricoli, senza alcuna indicazione sul percorso da seguire e comunque senza che tale tratto conduca fino al Golfo di Manfredonia. Una situazione che espone i cicloturisti a rischi concreti e che richiede un intervento immediato.
SERVE UN INTERVENTO IMMEDIATO. Secondo Cicloamici Foggia è indispensabile che la Provincia informi ufficialmente gli utenti dell’incompletezza della ciclovia e provveda quanto prima a modificare la segnaletica, indirizzando i cicloturisti, già alcuni chilometri prima della SS89, lungo la SP74 e successivamente sulla SP60 fino a Trinitapoli. Si tratta di una soluzione provvisoria che mantiene comunque il percorso nell'entroterra e prolunga ulteriormente un tratto già oggi povero di servizi, ma rappresenta l'unica alternativa percorribile in condizioni di maggiore sicurezza. La SP141 "delle Saline", infatti, nonostante i recenti interventi di ammodernamento, è oggi una strada ancora più veloce per il traffico motorizzato e non offre adeguate condizioni di sicurezza per il cicloturismo.
COLLEGAMENTO COL TERRITORIO. L'associazione ritiene inoltre che la Ciclovia Adriatica non debba trasformarsi in una "pericolosa cattedrale nel deserto", ma debba invece diventare un'infrastruttura realmente capace di valorizzare il territorio. Per questo è necessario che venga collegata ai principali centri abitati e agli attrattori culturali della Capitanata. Tra le priorità indicate vi sono il collegamento con San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, la connessione con Manfredonia, San Severo e Rignano Garganico e la realizzazione di un itinerario ciclabile che consenta di raggiungere la ciclovia da Foggia lungo l'antico Tratturo Castiglione.
L'INCONTRO CON DI MAURO. Cicloamici Foggia rende noto di aver già incontrato il Commissario Raffaele di Mauro, del Parco Nazionale del Gargano, che ha manifestato disponibilità ad affrontare il tema, e che nelle prossime settimane è previsto un incontro anche con l'assessore regionale Raffaele Piemontese, competente per le ciclovie pugliesi.
STRAORDINARIA OPPORTUNITA'. L'associazione conclude ribadendo che la Ciclovia Adriatica può rappresentare una straordinaria opportunità per il turismo sostenibile e per lo sviluppo della Capitanata. Proprio per questo ritiene che sia indispensabile garantire al più presto la continuità del percorso, la sicurezza degli utenti ed un'informazione chiara e corretta a beneficio delle migliaia di cicloturisti che ogni anno attraversano la provincia di Foggia diretti verso i porti di Bari e Brindisi o, in senso opposto, lungo uno dei più importanti itinerari cicloturistici d'Europa.
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