Auteri:
“Vittoria meritata, a fine primo tempo ho detto così non va bene,
dobbiamo giocare di più"
Al termine della partita vinta dal Foggia per 2-0 allo Scida di Crotone contro il Cosenza l'allenatore rossonero Gaetano Auteri ha analizzato l'andamento del match: “La partita è stata equilibrata. Anche nel primo tempo
abbiamo creato un paio di situazioni importanti: in una di queste
Petito ci poteva portare in vantaggio, all'ultimo momento gli è
proprio saltata male e la palla si è alzata sopra la traversa. Nel
secondo tempo, i primi 15 minuti anche su questo campo mi sono
piaciuti molto di più. Poi nel gioco dei cambi qualcuno era al
limite o era stato ammonito, vedi Gallo che non si era allenato per
tre giorni in settimana perché è stato febbricitante, quindi era
libero Di Pasquale pure, quindi i cambi ci hanno costretto a gestire
la partita, però non abbiamo mai rinunciato”. PARTITA
SPORCA. “Ma non è che uno dice... non siamo a scuola. Uno dice
delle cose, gli alunni apprendono la lezione... Noi - prosegue
l'allenatore rossonero - abbiamo giocato la partita. Ho già detto
prima che ci aspettavamo, su un campo non semplice dove non è
possibile giocare, o perlomeno si gioca un po' meno, la partita
diventa sporca. Questa partita sporca, a volte in Serie C capita,
l'abbiamo interpretata bene, quindi i ragazzi hanno fatto tutto
quello che io ho detto. Noi la partita l'abbiamo preparata. Ho già
detto prima che in alcuni momenti abbiamo rinunciato a giocare,
quindi cosa abbiamo fatto? Abbiamo abusato di qualche palla profonda
nell'andare a cercare subito i due attaccanti, che nel primo tempo
non sempre si sono mossi bene. Invece i primi 15 minuti del secondo
tempo, compresa l'azione del gol che è emblematica sulla partita.
Vabbè, l'ho detto, ci sono delle squadre... qui ci gioca il Crotone,
secondo me siamo venuti alla prima di campionato e il terreno di
gioco è molto peggiorato, per cui credetemi non è facile. Pure io
mi sono arrabbiato alla fine del primo tempo, infatti ho detto: 'Così
non va bene, dobbiamo giocare di più'. E per 15 minuti l'abbiamo
fatto. Avremmo continuato a farlo, poi però nel gioco dei cambi
siamo stati costretti a cambiare dei giocatori, anche snaturandoci
dal punto di vista della tecnica e della qualità. Noi abbiamo dovuto
mettere in campo i giocatori più da impatto fisico, però non
abbiamo mai rinunciato anche in quelle circostanze in cui abbiamo
difeso bene. Oggi abbiamo creato, anche in una partita così un po'
sporca come ho detto prima, comunque situazioni importanti. Poi non è
che noi siamo extraterrestri e possiamo fare 12 palle gol a
partita".
ABITI DA CERIMONIA E DA LAVORO. “Sono contento per
i punti. Con i ragazzi - ha continuato il mister - parlerò di quello
che ho detto a voi, ma già alla fine del primo tempo avevo parlato
di questo. Questo percorso di crescita c'è, anche la partita l'ho
descritta prima: partita da vecchia Serie C dove in alcuni momenti
siamo stati lucidi, organizzati sempre, però anche così armostici
nel fraseggio, vedi quei 15 minuti del secondo tempo. Però queste
partite sono così: se non sei capace di indossare tutti gli abiti,
quello da cerimonia e anche gli abiti da lavoro... la C è questa,
vanno avanti le squadre che hanno capacità di indossare più
abiti. Nel primo tempo i miei non mi sono piaciuti sotto alcuni
punti di vista, nella capacità di organizzare con più sincronia il
possesso palla. C'era un po' di paura perché davanti si muovevano
poco nell'andare a cucire il gioco in mezzo al campo, e dietro
riproponiamo l'aspetto della palla profonda, che qualche volta può
essere utile, ma dopo che hai un po' fraseggiato, quindi la ricerca
della profondità dopo il possesso. Però nel primo tempo abbiamo un
po' abusato”.
VITTORIA MERITATA. “Complessivamente alla
fine - prosegue l'intervento - è una vittoria meritata, perché anche se da quel punto di
vista magari tanti altri colleghi non lo direbbero, io so che è una
parte importante perché siamo in grado di esprimerla e l'abbiamo già
dimostrato. Oggi ci siamo presi qualche paura già prima della
partita: Ah ragazzi, voglio dire, giochiamo lungo e profondo, perché
no? Si può giocare, non siamo proprio in un campo di patate, anche
se su questi terreni di gioco il margine di errore aumenta perché è
così. Ma sofferto non direi. Nel primo tempo noi non siamo stati
bravi a fare alcune cose, ma neanche loro hanno articolato gioco o
creato situazioni con possesso e fraseggi destabilizzandoci, perché
obiettivamente il terreno di gioco non è l'ideale per giocare in un
certo modo. Quindi anche il primo tempo è stato equilibrato, tranne
un paio di situazioni in cui Energe ha fatto delle percussioni
lateralmente, Energe è un giocatore bravo e vivace. Però anche
noi abbiamo avuto delle situazioni importanti: una delle quali, a
parte quella di Todisco alla fine del primo tempo, Petito dopo una
ripartenza si è presentato davanti al portiere e al momento di
calciare la palla gli è rimbalzata un po' male, quindi l'ha
scucchiaiata mandandola sopra la traversa”.
I CAMBI. “Secondo
tempo, l'interpretazione della partita nei primi 15 minuti è stata
quella che ho descritto prima: abbiamo giocato molto di più, evitato
le verticalizzazioni così a prescindere di cui andavamo alla ricerca
nel primo tempo. Perché, ripeto, subentra un po' di paura a giocare
poiché su questo terreno di gioco il tasso di errori sale, aumenta.
Noi ad esempio con l'Inter abbiamo preso un gol su un fraseggio al
limite dell'area di rigore e abbiamo voluto evitare questi rischi.
Noi nel non possesso abbiamo fatto bene nel primo tempo; nel
possesso, come ho detto prima, abbiamo rinunciato. Qualcuno non stava
neanche benissimo, vedi Oyewale, e non volevamo prenderci dei rischi
palleggiando un po' di più, ma neanche il Cosenza lo ha fatto. Poi
dopo invece l'abbiamo fatto. Cambiando alcuni giocatori con delle
sostituzioni quasi obbligate, siamo stati costretti a mettere in
campo giocatori più da impatto fisico che da qualità tecniche. Se
avessi potuto scegliere tra quelli che eravamo in panchina... però è
uscito Zuccon, è uscito Oyewale già alla fine del primo tempo, e
Gallo; il nostro centrocampo è rimasto con giocatori da impatto
fisico. Quindi - conclude Auteri - c'era solo da difendere, creare
un buon concetto difensivo e provare sempre a ripartire, e questo
l'abbiamo fatto discretamente”.
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